R.26

 



Il tuo inverno

non ha gelato

il mio essere sempreverde.



Se felicità dei germogli avesse lo stesso colore dei rami spogli d’autunno

andrei un passo più in là dell’oltre,

senza sentire più nessuna appartenenza.

Altrove



Lacrima la pioggia triste
stilla a stilla e si dissolve
Tremano i contorni d’ogni cosa.
Ed ogni cosa sembra che debba
nell’ombra dileguarsi
e come nebbia diafana
disperdersi e sbiadire.
Così l’anima mia scolorisce
e si dissolve indefinitamente
tra gelide spire di realtà.
Svanisco come nebbia bianca
nell’ombra di un’eterna notte salmastra
e l’anima mia smarrita palpita sola
e sola galleggia, pigra
sull’oblio.

Redenzione



Guai all’improvvida falena,

abbagliata da cotanta luce.

Non son che canti di sirena,

e orme di cenere su brace.