R.28

 



Sai che un po’ ci credo
che, quando guardo il cielo,
un po’, forse, ti vedo,
mascherato dietro un velo
nascosto, dietro nuvole di bianco
quando, insonne, ancora veglio
e tu, ancora stanco,
mi ripeti che posso far di meglio.



Tu resta, che io non mi muovo.



L’animo mio ancor si strugge
al sol pensier che il tuo gli fugge.



Tornassi indietro
rifarei tutto,
in modo uguale,
che senza pena
dolore, disperazione e pianto,
comunque,
tu sei letale.



E
nonostante tutto,

ti sento mia.



Le pagine che ho scritto parlano di noi.
Le mie parole sussurrano il tuo nome.
I miei occhi riflettono il tuo sorriso.
Le mie lacrime riempiono oceani di speranza.

E tu non sei qui.



Se ai miei vizi
sfiorarti la pelle,
baciarti le labbra,
perdermi nei tuoi occhi,
un bicchiere di vino rosso che consuma,
l’immaginazione galoppante
di una mente che smarrisce
l’orizzonte,
la percezione
del reale,
se ai miei vizi
trovassi un rimedio
sarebbe sempre la tua voce,
culla di quiete e iniziatrice di tempesta.



My shoulder to cry on,
my soul within.
My shelter from the outside,
my sea.
And you know,
for me;
nothing is better than the sea.



Scusa
se piango
ogni volta
che ti penso
ed ogni volta
che ti cerco
e non ti trovo.
Do il mio cento,
ma non basta
neanche un po’.



Musa
dei miei quando
e dei miei dove,
avvolgimi
inebriami
e che il calore
delle tue
sinfonie
mi porti oltre.

Musica.

Ieri



Penso a te.
A ciò che è stato
e non sarà più.
Agli sguardi,
ai sorrisi,
alla felicità
che solo tu
con il tuo dire
ed il tuo fare
mi costringevi a vivere.
Trascorrono i giorni,
le ore,
i minuti,
i secondi,
ma tu non passi mai.
Sempre qui,
nella mia mente,
come una foto
appena scattata
impressa sul rullino.
Come due colli
che incorniciano un tramonto,
sempre lì.
L’unico.
L’unico che finora abbia amato.
L’unico che io voglia abbandonare.
Voglio perderti.
Lasciami vivere.
Guardo nei tuoi occhi
e mi perdo.
Basta errori,
basta noi.

Mancanze



Lacrime sul viso.
Inebriata di momenti.
Sobria di pensieri.
Vento lieve sulla pelle,
come una carezza.
E tu, in ognuno dei miei perché,
in ognuno dei miei quando,
in ognuno dei miei dove.
In ogni mia scelta, tu.
Un vuoto
che resta tale,
per sempre.
Nell’eternità dei giorni,
nell’infinità dell’oceano,
nell’immensità dell’universo,
tu.
Tu che manchi,
sei mancato
e mancherai.

Frammenti d’oceano



Profondi silenzi e ricci confusi
di bianchi e bluastri colori,
connubio tra nuvole e terra
tra sogno e realtà
tra vivo e infinito.

Sogno di molti,
padre di amori,
di pianti,
di urla,
di disperazioni,
di dimenticanze e ricordi perduti,
di donne in attesa,
di uomini partiti.
Tutto e niente,
vuoto e cupo.

Questo è il mare.

E se…



E se
stringendoti
le mani
mi accorgessi
che gli scalpitii
del tuo cuore
non sono
in sincronia
con i miei?
E se
tutto il tempo speso
non fosse stato
sufficiente
per farti innamorare
di me?



E nella cecitá
dei miei giorni
mi perdo ancora
nei tuoi occhi.

Nessuna traccia



Guardai nei suoi occhi tristi
e vidi il mare
come mai l’avevo visto
e vidi il buio
delle tenebre inoltrate
e la vita
che scorre senza lasciar tracce.



Finché te ne ricordi,
non muore nessuno.

 

Lontano mai



Ogni giorno.
Ogni cielo diverso.
Ogni nuvola fuori posto.
Ogni sole che non splende mai in questo grigiore.
Ogni frase letta male.
Ogni segno sulla pelle.
Ogni musica soave.
Tutti i cori degli uccelli quando all’alba tutto
tace.
Quando, con troppi pensieri, decido di isolarmi,
ti dedico un momento.
Forse due,
perché non basta attimo,
non basta lacrima,
non basta silenzio.
Ti dedico tutto.
E di pensarti non mi stanco mai.