R.33

 

Sirena



L’acqua di sale che t’inonda gli occhi

onde sul tuo corpo, adesso le vedo,

davanti a me fosti come Venere.

 

Musa



Tuo sacerdote ormai sono e sarò,

le tue labbra saranno la funzione

mia; l’umore tuo, vino sacro sarà.

 

Liturgia profana per attingere

al sorgere di Vita; stillerà

dalla matita mia il lauro in vere.

 

Appartengo a te musa essenziale,

motore primo di sudate carte,

pensiero che dolce torchia infernale,

delirio senza tempo oramai arte.

 

Ottengo pace da sete mentale

che le anime screpola. Tu che l’arte

mia consigli, che il senno mio verbale

tempri, fatti scolpire in queste carte.

Estremo rimedio



Non più consolazione

Per il poeta,

Non paradisi,

Non pietre,

Nemmeno parole;

Esistono 

Le cosce candide,

Le grida soffocate,

Le tue labbra umide di verità,

Chiavi di volta,

Tasselli misteriosi,

Del proteiforme,

Architettonico divino.

Tedofora d’eternità



Ti vedo

Nel tratto di un maestro

Nel verso bilanciato

Nel germoglio

In quell’altra stella lontana

Nella luna

Nel crepuscolo e nel mattino

Nel sole che scocca la pupilla

Picture Element



Le notifiche non arrivano più 

e io dovrò 

codificarti con pixel letterari 

in carteggi digitali 

Carta d’imbarco



Dimenticami

Perché io non lo farò

Stammi lontana

Perché io non potrò

Prendi il prossimo volo

Perché io ritornerò

Senza



Sei andata

e devo fuggire

e parte non faccio più

delle mura destinate

alla paratassi degli incontri

e quanto andrò vagando?

e t’inseguirò nel sonno

e nel sogno t’amerò

e nella pioggia estiva

e nel diafano miraggio

e nell’immagine di te

rimasta qui con me

Videochiamata



Quando appari

Madonna

sullo schermo reticente

come un’idea

E filtri tra le imposte

E vibri i flussi digitali

come le onde marine di cui parli

Io mi sveglio

tra gli umori salini

della torrida notte

già dispersa

dall’elettromagnetismo lieve

E manchi tu

sulle anse del fiume stanco