R.57

 

Al mio mare



La prima volta che vidi il mare avevo 3 anni.
Il cielo era grigio, eppure, io ricordo perfettamente quell’azzurro e quel verde, che mi invitavano a lasciarmi andare.
E così, mi tuffai.
Il mare mi prese, mi cullò, mi sussurrò all’orecchio storie, avventure, della gente che l’aveva solcato e che gli era rimasta nel cuore.
Poi, un’onda calda ed avvolgente mi posò delicatamente sulla riva, mi baciò la fronte e scomparve nella risacca.
Lo rividi, qualche giorno dopo.
C’era il sole, il cielo era terso e nell’aria c’era profumo di fiori.
Mi stupii nel vederlo grigio e tempestoso.
Dov’erano i colori che tanto mi avevano affascinata?
Mi feci coraggio, mi avvicinai a lui e gli chiesi il perché di quella tempesta.
Con un rombo di tuono mi rispose.
Così, senza batter ciglio, mi tuffai nuovamente in quelle acque ormai burrascose, e, per un momento, rividi il verde e l’azzurro che mi avevano riempito il cuore.
Da quel giorno decisi che l’acquamarina sarebbe stato il Mio colore.
Oggi, ovunque io vada, mi basta guardarmi allo specchio, per rivedere il mare di cui sono perdutamente innamorata.



Se solo ti voltassi
a guardarmi,
capiresti.
Ma non lo farai,
e forse meglio così.
Io continuerò a scrivere,
di te
e dei miei brividi.



E non l’ho mai detto,
non ti ho mai detto
quello che avrei dovuto.
Ho lasciato che
i miei silenzi
parlassero per me.
E tu come un petalo al vento,
sei volato via.

Fiore rosso



Ed io l’ho visto,
Quel cuore
che cerchi di nascondere
E penso a quanti
non hanno avuto questa fortuna.
E penso a che spettacolo si siano persi.
Un fiore rosso
Che sboccia nella fredda pietra grigia.

Tu



Crollerà
L’armatura di ghiaccio
Che hai costruito per difenderti
dagli sguardi del mondo
I tuoi occhi non mentono
Un cuore malandato e
Desideroso d’amore
vi si cela dentro
E arriverà
L’amore che cerchi
Il sole che ti scalderà
E mostrerai chi sei davvero
Tempesta e quiete

Fantasmi



E tra i fantasmi del mio passato
Ci sei anche tu,
Anima vuota
Occhi di brace d’inferno
Ombra raminga.
E tra i fantasmi del mio passato
Ci sono anche io.



Ed una sera d’inverno,

un fiocco di neve

si posò

sul cuore di un’anima nera

e lo scaldò.

Il Nero, alle volte,

riflette più del Bianco.

Universo



Cicatrici come metafore

per meteore di questa di questa vita

che cercano fugaci un’immagine sbiadita,

un ricordo o una vita passata,

forse, migliore di quella vissuta.

Ed il cielo piange stelle

e gli universi cambiano,

la terra si ribella,

nuovi mondi nascono.

Ma un battito di ciglia ferma il tempo.

Due mari si scontrano,

bruciano,

la fiamma si consuma.

Il tempo riparte,

inesorabile.