R.59

 

Quando baci



Quando baci fiaccamente
la creatrice di pesanti nubi grige,
che disidrata il cuore
impreziosendo gli occhi,
trasmetti una così nera malinconia,
che sulle tue spalle
sembra gravitare l’universo
con il peso di tutte le cose.



La notte ha la dolceamara incoerenza
del rumore dei segreti
e il silenzio dei peccati.

Vino



Più rosso del mio cuore
sei il sangue
che nutre i miei sensi
spargendo fiotti di colore amaro
nel vuoto che c’è
tra te e me
tra me e me.
Ma quando i raggi del sole soffiano
sulla tua fiamma
nel mio petto,
inizio ad avere freddo
e il vuoto cerca il buio
e io preferisco tornare
sotto il cielo nero.

Ciò che rimane



Ciò che rimane della tua voce
è un’assordante eco
nel piccolo solco
che mi ha scavato nel cuore.

Granelli di parole
sgretolate
e scivolate tra le dita.

Da lontano



Ho intravisto
respirato
e dipinto la tua essenza,
e tu non lo sai.

Sono assorta nel caos
dei tuoi pensieri
insieme ai miei,
e tu non vuoi saperlo.

Con una benda agli occhi
e una bussola rotta nel cuore
hai scalato la montagna
che grava sulla fiamma fredda dei miei occhi
e ne hai raggiunto la vetta,
ma tu non puoi saperlo.

Nell’abisso della notte



Parole soffocate
confessioni accennate
storie morte sul nascere
giacciono nell’abisso della notte.

Dove il vocabolario delle sensazioni
si espande insieme al mio cuore,
insieme al tuo nome.

Da dove riaffiorano vibrazioni passate
che durano ancora,
suoni allora percepiti
che adesso assordano la vista,
offuscano il cuore.

Oggi



Oggi

è meglio aver cauto lo sguardo,
dissolverlo nell’aria,
donarlo alle foglie soltanto
e non concederlo alle luci della città
che i rami timidi nascondono
e dove ostinata mi perdo,
dove mi son persa di nuovo

ieri.

 

Parole



Erigono castelli di cristallo
nei dieci secondi più dolci
di una profonda notte
senza luna.

Li fanno cadere in pezzi
nei dieci secondi più duri
di un giorno buio
ma senza nuvole.

Non sono giochi,
ma di giochi di parole
si vive.
(Si sopravvive)