S.114

 



Siamo come

cani impauriti

la bava alla bocca

la catena tesa

troppo

terribilmente

in difesa.

Tulipano bianco



File di fumo

attraversate da arterie di lamiera

si innalzano al cielo,

come fossero piramidi di terra.

Immense cattedrali in periferia

grigie

le une accanto alle altre

alzi lo sguardo, il cielo ferroso

genocidio di colori

quaggiù all’inferno.

Nessun turista in fila

panini unti e piatti caldi

la sola consolazione

come una processione

tutti arrivano

tutti partono

nelle loro macchine grigie

chi per sopravvivere

chi per paura della libertà,

ma tutti quegli occhi grigi

con l’aria avvelenata che brucia nei polmoni

miliardi di secondi che non torneranno più

mentre il mondo se ne infischia

una voce continua a ripetermi

non c’è spazio per un tulipano bianco

in un campo di cemento.