S.121

 

Siberia



Gelo,
In te
L’estate non
Trova mai
Inizio
Freddo, glaciale
Sei
Il luogo in
Cui
Nessuno
Andrebbe in
Vacanza
Terra egoista,
Vivi
Lontana da tutte
Le cose belle
Non sei fatta
D’amore
Sei fatta di ostilità
Di silenzio assordante
Rendi difficile l’esistenza
Dei tuoi abitanti.
Nei tuoi occhi
Azzurri
Morti
Vedo
La Siberia,
Papà

Lucciole argentate



Ti dedico
Questo cielo ornato
Di lucciole argentate
Per ringraziarti
D’avermi
Trascinata via
Dall’opulento nichilismo
Che dominava
I miei
Aridi e freddi
Anni di
Vanagloria

Pensieri



Crucci ignavi
Rendono brumose
Le mie giornate.
Sfiorami le labbra
E
Come se fossi
Brezza leggera
In una serata di luglio
Culla la mia
Mente
Verso pensieri migliori.

Segni



Sulla tua pelle
Bianca
Come fogli a4
Restano incisi
Segni
Che solo noi
Anime gemelle
Sappiamo decifrare



Un bacio
Rubato
All’ombra del mondo
Clandestine
Intrappolate
In una realtà che
Non ci appartiene
Colpevoli soltanto
Di essere
Le protagoniste
Di un amore
Per pochi

Alcatraz



Giorni cupi
Come un cielo invernale,
Densi di malinconia
E
Di occhi spenti.
Intrappolata
Come in un labirinto
Nell’apatia della routine
Ascoltando il rumore
Assordante
Dei miei silenzi
Mi faccio travolgere
Dalla noia
Di una vita
Vissuta a metà.
E come ad Alcatraz
Sconto la pena di essere
Diversa, inusuale
Una margherita
Nata
In
Un campo di papaveri

Libertà



Come il bruco
Che attende
Nel suo bozzolo
Di diventare
La signora dei cieli
Leggiadra e libera
Io bramo
Il momento in cui
Sarò Finalmente
Farfalla.