S.127

 

La terra sotto i piedi



Mi rimane il niente, se non questo foglio color panna

per mettere ordine a tutto ciò che vaga

ci riverso

a poco a poco

ogni pensiero scomposto,

ogni frammento che giace per terra

e vorrei sperare che sia lui

a spogliarmi di queste attese

del cerchio di mancanze che mi stringe

del peso

di queste eterne malinconie

Vie liberatorie



E mi chiedo se pure voi non ci dormite la notte
per i pensieri ingombranti,
le parole,
che piccole piccole si son fatte nello stomaco,
si son strette per far passare tutto il resto
o per il ph acido, questo non lo so.
Tanto loro di voler tornare su,
sulla punta della lingua,
non danno mica segno.
Questo fa solo pensare al poco equilibrio che c’è nelle cose
ma forse è anche stupido pensare all’universo,
Lui di certo non pensa a noi.
Forse, come dicono, basterebbe respirare.
Mi piace pensare che dato che tutto nella nostra anatomia è collegato
il fatto di respirare per calmare
l’abbiano inventato
convinti che oltre al Co2
vada via anche tutto il resto.