S.129

 

Unica



Accostati un poco a me
con il ricordo
di noi due
e il rimpianto dei momenti negati;
proteggimi da questo gelo
che mi sgretola

Accostati un altro po’
con il pensiero
verso di me
poco prima di chiudere gli occhi
e addormentarti, nel vostro letto
con lui al tuo fianco

Accostati quanto basta
perchè possa rendermi conto di esistere per qualcuno
avvicinati alla lapide che è il mio corpo.
Accostati con la nostalgia e il dubbio
di quello che saremo potuto essere
vittime inermi di Platone.

Accostati nello stesso momento in cui mi sto accostando io
alla notte in cui le nostre anime
si sono unite per la prima volta con quel bacio
sulla panchina dei Trecento Scalini
mentre Bologna, con le sue lacrime luminose, faceva di noi
il suo ottavo segreto.

Accostati con la malinconia
mentre la vostra vita scorre
con la mia che rimane ferma;
e fintanto che non deciderò di porle una fine,
ti aspetterò come un cane fedele al tuo cuore
ritornare su questa panchina
perchè tu
rimani l’unica.



Mi destai
per questo rumore assordante
del silenzio.
Urlano le voci del Passato.
Ti cercai nella folla dei ricordi
e tu mi desti solitudine
il Nulla, materia nel tuo essere,
e presenza di Lui.
Ma io ti cercherò anche oggi
e domani
e domani
e per sempre

Storm



Tempesta di uccelli morti
corvi gazze colombi
al posto della pioggia
fanno della terra
un tramonto.

Loro incapaci di volare
noi di morire.

Montagna Bianca



Sdraiata
allunghi la mano in alto
mescolando l’infinito
sopra la tua testa

Si scappa
dall’amore e dal dolore
verso luoghi
che non esistono

Materne le tue lacrime scendono
lungo le guance, consolandoti un poco.
Cadono giù, verso il cielo
e dalla montagna dipartono
e imbiancano il mondo.



Nel tramonto dei tuoi capelli

redenti dal tuo sorriso

finisce l’arcobaleno

e il mondo intero

laxatis habenis No.1



Vedo nuvole e giardini
una giraffa cavalcata da un bambino
e zucchero filato.

Vedo un deserto
io globulo di vene d’asfalto
Il Sole batte
nell’unico corpo.

Voci dei dormienti
rivelatemi
[rivelateci]
le paure
che evitiamo.

#3



cammino nudo

su ardenti tormenti -

l’Anziano indifferente fuma e ne disegna una strada

a forma di niente

A.F. sabato perduto



Nell’infinito di questo mare
specchio dell’eternità in cui non credi
dammi la mano
e lasciati condurre qualche passo avanti
verso la riva
e qualche passo indietro verso il tempo
in cui ancora
nell’amor che muove tutto questo
credevi.
L’eternità è adesso.
Ascolta questa musica, bambina
le onde del mare
o il sangue in tempesta.
Qui ti avrei portata
e su questa musica avremmo ballato
finché i profili delle nostre labbra
dei nostri visi
sempre più vicini
non si sarebbero più distinti
nell’orizzonte.

#2



Mi domando, amore
se il sangue che vedo
sia quello del mio cuore.
Sgorga, fitta cascata in piena
imputridisce le terre
che fertili sono culla di altre paure.
Allora mi dirai
che va tutto bene
ma io non sentirò perchè sarò già morto
gli occhi all’indietro
e la mia testa sulle tue ginocchia
mentre tu
piccola Era peccaminosa
sorridi, e il mio sangue ti macchia
le labbra.
I giorni finiscono prima di incominciare
prima di renderti conto di essere vivo.
Si muore nascendo
- la vita è solo il tempo in cui -
ce ne rendiamo conto.

Una sera di primavera



Eddie Taylor nelle orecchie

cioccolata tra i denti

la morte nel cuore

l’anima al demonio.



I celicoli arriveranno
a bussarmi alla finestra
mentre tento di immaginare
il suono della tua voce
e la confondo con gli arpeggi di questa
melodia.
Arriveranno solenni
senza chiedere permesso
a raccontarmi con quel tono ieratico
la bellezza del cielo.
Ma fermo, apatico resterò
ad ascoltare
immaginando lo sguardo nel quale voglio
annegare.
Oltre la perfezione, c’è l’imperfetto
contingenza confusa in realtà
nascosta tra le immagini, desiderosa di
amare ancora
e ancora una volta.
Ma di questo, Loro, non se ne occupano.
Poveri fieri,
non lo sanno.

reye



Lentamente muore
un sempre senza eternità
tramontate foglie
sorrette sui rami dall’equilibrio della speranza.

Lentamente muore
e la Primavera la guarda inerme
e non capisce.
Muore perché non c’è una stagione
per qualcosa nato dall’amore
e fiducioso rimane ad aspettare
fino a che l’ultima foglia non cade.

Lentamente si lascia morire
vestito dall’unico addobbo
che ha desiderato al suo fianco.
Nato da un illuso amore
rarefatto e devastante
sulla cima di un colle
nel quale ritornerà,
liberato da quel vaso,
non a porre le sue radici
e crescere e dare ombra ai giovani innamorati
ma steso a terra
a seccarsi
e morire
e forse

far nascere un fiore.



Oh, questa tua “nessuna speranza”
racchiude una speranza immensa.
“Nessuna speranza”
significa una speranza così ricca
che nemmeno l’ambizione
può guardare più in alto.
- dice l’illuso.

tu hai capito
abbiamo capito
droga e perditi e ti insegue
frusciante l’incalzo dell’incertezza.

#1



Significati incerti

ineluttabile senso bramato

nella perdizione dell’Io

agonia natale, libertà tombale.

“Noi siamo quelli che tu non sarai

per questo,

non esistiamo”.

Erro, e non sbaglio.

Notte in camera d’albergo



luce sospesa

in aria

vaghi nel vitale dubbio

e sei sola

e sei Sole

per qualcun altro