S.136

 

Guariranno forse un giorno



Guariranno forse un giorno
le fratture scomposte
dei giorni non vissuti
spettinati, infettati
i singhiozzi della sposa
dal velo strappato
accartocciati, riciclati
i falsi accordi del pianista
dalle mani senza voce.

Rifioriranno forse un giorno
i mirti appassiti
dal cuore di statua
rovina marmorea
tamburo di sangue
e gli occhi di sale
finestre di sole
ricorderanno forse un giorno
il profumo
di primavere rosate.

Adesso però 
il presente di ghiaccio
rimane a guardare
la neve che cade
immobile sfinge
di un vuoto deserto
che sente, che cede
all’eco lontano
di un ricordo che grida.

D’attesa tremante



D’attesa tremante 

il contorno delle tue labbra 

vermiglia 

desideri taciuti

un soffio, un sospiro

l’autunno smarrito 

del tuo sorriso 

è il profilo perduto

di un bacio mai dato

La fine di un sogno



Al tramonto dei miei desideri

ho pianto lacrime leggere

sulle guance del cielo

Le dita delle nuvole

hanno premuto 

sui miei capelli pieni di nodi

E gli ultimi raggi 

stanchi, statuari

hanno rimboccato le mie ferite

Il vento soffiava

per non farle bruciare 

e io sorridevo 

all’alba 

dei miei sogni sperduti 

 

I tuoi occhi



Un ritaglio di cielo

circonferenza di blu

che incornicia i riflessi 

di mattine cristalline

silenzi d’argento 

e sorrisi che scivolano 

dai bordi del cuore 

la periodicità di un’emozione

che ritorna ad ogni

battito di ciglia

risate sporgenti

da finestre socchiuse

virgole di memorie

d’un amore senza sonno

e spettinato

le storie che raccontano

i tuoi occhi.