S.146

 

felicità artificiale



La tristezza dei ragazzi di oggi,

la vedo e la vivo tutti i giorni.

Non è sana,

non è compresa,

non è razionale.

E’ mancanza ed esagerazione:

mancanza di semplicità,

mancanza di natura,

mancanza di umanità,

mancanza di solidarietà.

Esagerazione di oggetti,

esagerazione di ego,

esagerazione di soldi,

esagerazione di ignoranza.

Esagerazione di mancanza di ciò

di cui l’uomo ha bisogno, senza saperlo:

felicità data dalla semplicità

e umiltà di una vita senza eccessi,

amando le persone e non gli oggetti.

Ma la nostra è felicità artificiale,

ci distrae dal mondo crudele

che noi stessi abbiamo creato,

e ci conduce pian piano alla fine.

 

2.30



Cammino per la strada fissando le mie vecchie scarpe,

l’asfalto luccica al buio,

riesce sempre a farmi ipnotizzare.

La gente non la guardo,

guardo solo giù in basso,

sperando che anche loro facciano così.

Ma poi quando sento solo

il rumore dei miei passi e la città,

allora guardo su e mi godo la solitudine

e cammino mano nella mano coi miei pensieri.

Sento, ma non capisco

questo caos naufragato dentro me,

annego dentro me stessa

all’improvviso la materia si dilegua,

mi siedo e vedo tutto ad occhi chiusi.