S.148

 



Dipingo silenzi nell’oro dei lampioni accesi

17/05/19



A cercare i tramonti nascosti
negli ombrelli degli sconosciuti

Mentre correvo disperato
dai librai antichissimi
che smantellavano le biblioteche immense

Per regalare a te
Tutte le parole del mondo.

Pianura padana



Le rotaie delle stazioni insensibili
Coi corpi morti dei pendolari
Immobili Come fossero secoli.

E tra le nostre pianure di indifferenza
Le nuvole non ce l’hanno un senso,

Perchè quando piove, le gocce
Si perdono nei nostri occhi
Che cercano e non trovano mai niente

Come il vento che vaga
Tra il cemento armato
Delle nostre vite fatiscenti

E spacca le fondamenta tremolanti
Di tutti gli edifici abbandonati

Per lasciare che la luce fredda dell’alba
Scorra silenziosa tra le sorgenti di malinconia
Della nostra terra.

Occhiaie



Occhiaie grandi e scure
Come le coperte che non mi servono più,
Come le notti senza luna,
Come la coltre di fumo che avvolge la mia Valle di apatia.

Senti

Il suono della parola “nostalgia”
Che scava sul mio viso
I solchi del tempo passato senza te.
E hanno lo stesso colore sbiadito delle stagioni senza nome,
Dell’amore indifferente.

Non devi preoccuparti di niente, il tempo scorrerà per te.

E ora la notte ha cambiato colore
E tra i campi di cemento delle periferie piovose
L’aria ha un sapore diverso.
E la morte mi fa ancora paura,
Ora che cammino sul ciglio della strada di una vita qualunque
E guardo le macchine passare;

E nessuna che si fermi
E nessuna che rallenti.
Vanno tutti di fretta.

Vanno tutti a casa.

6/05/19



Te lo ricordi ancora il giorno in cui hai deciso che tutte quelle lacrime avrebbero preso la forma di questi versi?

Condensa



I suoni imperfetti di Novembre
E del vento gelido
Che ci graffia il viso,
Dei tramonti frettolosi
E del buio che tinge di blu i contorni dei miei occhi.

Le mani bianche che riprendono a tremare intorpidite dalla notte
E non riesco a sfiorati come vorrei.
Mentre le stelle fredde danzano negli spazi
Vuoti tra le nuvole viola.

E morire sussurrando,
Nel sole freddo di una domenica qualunque
Mentre la condensa dei miei pensieri scompare
E si dissolve nel fragore degli addii,

Nel silenzio di chi si volta a guardare
Con l’ultimo pezzo di cuore stretto nel palmo della mano
E trova solo strada deserta.

 

6/01/19



Scriverò il tuo nome
negli angoli più bui
Della provincia grigia.

Lo farò d’inverno.

E quando arriverà l’estate,
Il sole del tramonto
Mi dirà dove cercarti

 

24/02/19 Vondelpark



Vorrei aspettarti per ore in un tavolo
Al sole tiepido del Nord Europa.
Io resterò fermo a fissare il vuoto
E non mi accorgerò che stai arrivando.
E poi sorriderò da solo
E mi dimenticherò dove sono

E sbadiglierò
E ti troverò lì, dietro di me

E ci abbracceremo
E non smetteremo mai più di sorridere.

Tu porterai due birre in lattina
E cammineremo piano piano
Verso una sera qualunque.

 

 

25/11/18



Ho sognato il tuo viso infrangersi nei cieli bianchi di un inverno che ancora non è Dicembre.
Era scritto male, a matita, sul cotone di mille pagine nuove, sporche del sangue di un amore antico.
Perso negli sguardi assorti dei vagabondi di tutto il mondo che,
piangendo di nascosto,
ne incidevano la luce
sul muschio millenario dei tetti in Eternit.

E nel fragore di parole che hanno il suono di respiri,
Sei svanita come svanisce un sogno quando ci si sveglia tardi la domenica
E resta solo un ricordo sfocato che aleggia lontano nell’aria,
Breve come un tramonto di novembre.

 

Agosto



Era la stagione degli attimi in cui ricordi di essere già stato

ed eravamo felici