S.47

 



Il tuo ricordo l’ho vomitato,
ma vieni
vieni pure se vuoi
a raccogliere
i miei cocci
le illusioni a lungo masticate
e le parole
perse per la strada
Ti diranno quanto è estenuante
il peso
di una attesa.



Come i fondali oceanici
sei terra sconosciuta
feroce,
subdola nella tua impeccabile armonia
Sei luce che filtra
e scotta la pelle
Ricuci le mie ferite,
sigilla queste parole crude
con un bacio immortale.



Nel fuoco ardente della verità
le mie lacrime bruceranno
e le mie mani tremeranno
e berrò il tuo veleno
per sentirti vicino per l’ultima volta
prima di annegare
nel mare nero
del tuo silenzio.