S.68

 

Quì sono (di)nuovo



Ti dissolvi nella notte tra mura non tue,

respiri la libertà con un background d’ansia

e

tensioni intrecciate al groppo in gola,

ma sei tu,

nel petricore,nell’asfalto in cui ti rifletti

seduto.

20 anni



le passioni disperse nelle nuvole

le lacrime che scorrono pesanti sui tuoi rossi nella notte

la voce rotta dal pianto

le serate nella macchina con gli amici

quella felicità effimera che

la mattina dopo lascia spazio

alle tue angosce

e ti senti a tuo agio

perchè la solitudine torna a cullarti.



Poesie scariche nei bagni consumati di ricordi effimeri. 

divers*



Sotto una luce meno cupa
riesco a definire l’effimero
nascosto dal tempo
che si scioglie nelle tue mani
mentre mi dondoli e mi dici di non tremare
che il mondo,il nostro,è qui ed ora.
Non so se crederti,perche ho paura,
ma poi ti osservo le mani sature della vita e so che tutto il dolore
ora
non c’è più



Ho un nodo allo stomaco

che mi sale per la gola,

si spezza nei mille silenzi con cui mi crogiolo in una stanza vuota.

Poi torni ma non è come prima.

I sorrisi scompaiono dalle guance,gli occhi diventano tapparelle chiuse in loro stesse.

Sei sempre lo stesso ma ho occhi diversi

persi nelle tue assenze.

 

 



Il freddo si dissolve
nelle vene
nel coraggio,nella paura.
Eravamo qui, voltegiavamo.
Silenzio.Buio.Ci sono io,tu sei sparito.
Il nulla mi accompagna in una danza isterica che culmina in un pianto disperato in cui mi dimeno in ginocchio.
cenere.

mentre non ci sei



Mentre non ci sei,
La vita scorre con una mancanza.
Mentre non sei quasi piu tu
Io ti riconosco,continuamente.
La tua pelle che é la mia è stanca.
L’ansia nei nostri stomaci si attenua,
quando sentiamo l’odore della presenza.
Mentre ti aggrappi alla vita,
Io ti porgo l’appiglio.
Sei all’apice del burrone
ma ci salveremo

L’uomo.



L’uomo è solo specchio delle sue paure.

La sua quotidianità è solo un nascondino del suo essere.

Gabbia



Mi smuovi qualcosa nella gabbia toracica e non è il cuore.

E’ la povertà del mondo senza te, che mi osservi come quando i bambini,

si nascondono dientro un albero.

Lo sai più di me che scrivere

blocca il pensiero e questo legame

non si può  fermare come

l’intimità delle lenzuola che ci avvolgono

e ancora

il nostro mantello da guerra per le risate,

i petali sulla tua bocca;

i tuoi fari sono morbide valli,

infine,

la tua felicità è un applauso al mondo.

La tua andatura veloce è come  quella dei treni,persi.

Quelli che ho perso io,che hai perso tu,che abbiamo perso

per poi

incontrarci,

finalmente.

 

 

Quello che sei per me.



Tu sei,per me,rimedio.

Necessità,velleità effimera.

La scappatoia a questo viscidume che  ho addosso.

Nauseata,infreddolita,mi abbandono nel buio

in te.

Il treno,entra verticalmente dentro la mia nuvola,

portami via!

Salvami!

Poesia.

Nei



 

I miei nei,

sono la tua mappa di una ricerca silenziosa.

I miei nei,

la terra inesplorata in cui vuoi prendere il sole.

Il mio neo

il mio ponte di ferro

per arrivare

da te

Tela



 

Parli con te

aspetti e hai paura di quel che ti dirai.

Il tuo cuore si placa.

<<Tornerai domani?>>

Prenderò un’altra tela e ci ritroveremo.

Vibrazioni



Sai quando senti le vibrazioni al cuore?Ecco,uguale a quando sospiri affannosa mentre fai l’amore con me.

La voglia di averti più di prima ma mai troppa.

 

 

 

 

Sonno ubriaco



Ho un sonno ubriaco

riempito di costellazioni le cui galassie sono,

dei prati in cui sogniamo l’incoglibile.