S.75

 

Arcipelaghi di isole



Su cui leggeri e vibranti
I raggi di sole splendono
E si infrangono ad ogni coscienza
La mia isola è
Sola
Il cannocchiale del naufrago
In lontananza vede
Volti di pietra
Lande distrutte
Mio caro marinaio
È meglio tornar
A naufragare nel profondo mare
O sperare di incontrare
Una mano amica
Che prosciughi questa distanza infinita?



Ho così tanta luce nel cuore
Che non riesco a vedere il buio



Vicino agli orizzonti degli eventi
Avendo udito lontana
La tua voce dolce
Che risuonava
Come vento
Ho steso le mie ali e
Trascinata da quell’aria leale
Mi sono buttata
Nel buco buio e nero
Sorpendente
degli eventi
E nuda e vera
Dove la fredda materia
È leggera
Nella spirale di una passione
Ho planato come piccola piuma
Tra i tocchi delle tue mani
Ora che non ci sei più
Io rimango qui
E la materia è un imbuto di ricordi
La mia anima
Ti appartiene.



Nella chiara oscurità
delle notti puntellate di stelle
Nuoto tra le correnti del cuore
Galleggio su oceani di pensieri
Fluttuo dentro la bolla
Dei tormenti interiori
E conseguentemente
Necessariamente
Mi ritrovo davanti
Il ricordo
di te

Un disperato tentativo
di riaverti accanto.