S.78

 

n.3



Quel pensiero costante che vaga

nel suono di una luce

nelle ombre volontarie di un mattino.

Ricordo n. 13 (o forse 18)



Ma chi sei?

Le tue labbra che anche quando sei felice hanno quella malinconica curva all’ingiù abbozzano un sorriso. O forse non so.

Una bolla di sapone forse, e tu?

sei reale?

Io i sentimenti non riesco a tradirli neppure se ci provo.

Sguardo fisso, pupilla dilatata, luce negli occhi che ammorbidisce la linea.

“Mi hai rubato il cuore, di nuovo”

I battiti si confondono, la sera cala.

I vestiti scivolano via per lasciare spazio ai sentimenti.

La pelle liscia come la luna

Il silenzio del tuo respiro che va di pari passo  ai battiti del mio (tuo) cuore.

E si cade così nel sonno profondo.

Il mattino arriva senza chiedere il permesso, ci mette a nudo.

Mi giro e mi riavvolgo nelle coperte, sono sola e il letto sembra gigantesco.

Le ombre si fanno nette, mettono in chiaro le cose:

Tu non esisti e la rugiada di un mattino troppo freddo per essere Aprile si posa sulle mie guance,

troppo calde per essere state tutta la notte sole.

Il lenzuolo forma una strana conca,

lo tocco

è caldo

è l’unico segno del tuo passaggio e quando lo realizzo

è già freddo.

Densa assenza



Del mattino che non è più mattino senza di te

è attesa

arresa

autodifesa.

Suoni che riecheggiano e non lasciano la mente

si sente ancora il sapore

l’odore

della felicità sopra il cuscino

che intrappola il tempo

e il mondo circostante

circostanze di libertà

spontaneità

una felice irrealtà

realtà troppo morbida

e irreale.



Nella notte del niente

una luna, una stella, un albero all’orizzonte

tutto muto

tutto buio

la luna a tratti non c’era e il buio tornava

le figure immobili e zitte

la luce andava e veniva.

 

Ma l’ordine silenzioso

generava, in realtà

confusione e pensieri

che si sapeva che all’alba

sarebbero tornati, chi lo sa

forse più deboli o più forti che mai.

 

La luna mostrava solo la sua parte luminosa

che non ci pensi mai

che in realtà

non è solo uno spicchio?

 

Io ci penso sempre,

cerco di vederla tutta

me la immagino tonda

e mi appare tutto l’universo.

 

Mi perdo nel buio della notte,

reinvento le forme delle sagome scure

e i pensieri umani

perdono importanza.