S.82

 

Voragini



i tagli che avevi sulle labbra

ora sono diventati

 

 

Voragini

Sogni e routine



faccio lo stesso sogno

ogni notte

che ormai 

non mi fa più neanche male

 

fai parte della mia routine

anche se non ci sei più

Scusa, non ti piacciono i fiori



ci cammini su

e poi mi scansi

mi ci mangi su

mi lasci

come un boccone

 

non sperarci su

ci rimani

 

assaporami

come quel vino

che tieni tra i rami

con le labbra viola

e la pelle pallida

 

che creano

il contrasto che sei

 

Rullino



l’ultima volta

che ho preso in mano 

quell’album fotografico

non sono riuscito più 

a controllare la mia mano

e tutte quelle foto

che non ho mai avuto il coraggio

di attaccare

si sono sparse

su quel freddo pavimento

insieme ai miei pensieri 

pesanti come piombo

 

e di tutte quelle foto 

che ho bruciato

non mi resta che il rullino

che non svilupperò mai più

continuerò a guardarlo controluce

 

sei bella anche in negativo

 

Qualcosa di giusto



quanto tempo dovrà passare ancora?

Prima che io possa sentirmi di nuovo a casa

quando smetteremo di mangiare il mare?

Ho provato a sostituirlo

ma il cielo non è acqua

non riesco ad uscirne

ma sono a mio agio in questo limbo

poichè la mia paura più grande

è dimenticare

so che accadrà

so che prima o poi 

non proverò più niente

mi annulla

mi dequalifica

più di quanto abbiamo già fatto

io e te insieme

 

viaggerò fra due dita

alla ricerca di qualcosa

che non c’è più

e l’ironia che mi sforzo di avere

per convincermi

che non fa tutto schifo

mi libererò del materiale per non farti esistere

piangerò nel sonno

e apparterrò 

a uno spazio che non mi appartiene

e mai mi è appartenuto

Obelisco



lasciami scomparire

voglio dimenticare

e dimenticarmi

scivolare 

e non trascinarti

vorrei non esistere

ma non è possibile

quindi 

lasciami scomparire

l’unica cosa che resterà di me

una voragine

lasciata da tutto questo peso

 

sarà il mio obelisco

 allora

forse

apprezzerai

ciò che avrei sempre voluto

tu apprezzassi

 

il mio dolore

Nonostante tutto



ci passo sopra più volte

resta tutto fermo come era

io cambio

mi ritrovo

a calpestare uno spazio

ormai vecchio

provo a non separarmici

mi lega solo un vecchio elastico

ho paura che si spacchi

a volte ci giro attorno

divento un’orbita

che ruota 

tra il passato e il presente

tra le instabilità 

e le certezze

ma di questa

frammentata instabilità

non riesco a separarmici

 

 

nonostante tutto

Nausea, polvere e niente



l’odore dei libri impolverati

non lo ho mai sopportato

quelle cose che ho scritto

e mai consegnato

sono ancora lì

 

coperte di polvere del tempo

prive di significato

non resta che

 

nausea e disgusto

Montagna



forse le montagne

sono inadeguatezza

proprio come me e te

 

non è poi così male

se stai qua ce la puoi fare

 

aspettami

 

che se cado non mi alzo più

ma forse è giusto così

 

se è l’altezza che ti fa paura

allora forse è meglio se vai

 

verrei anche io

ma questo zaino pesa troppo

ho portato troppe cose

resto qui ancora un po’

La mia personale visione dell’affettività



fai di me ciò che vuoi

basta che mi fai male

mentre mi vuoi bene

Io niente



è un segreto e non lo sai 

qui non c’è più rimedio 

è quel che temo 

io spina fuoco dolore 

d’estate io mare 

valanga di nebbia 

sapore di sabbia 

tetra candida tedia 

carta bianca galleggia 

non si bagna 

che ne sai? 

se mi stupirai 

 

saprai gestirla 

la mia impazienza? 

 

è un’ordinanza 

è una penitenza 

saprai gestirla?

Fondamenta



tutte quelle case

sono state demolite

 

tutti i tralicci

e  gli edifici abbandonati 

che abbiamo fotografato

con analogiche usa e getta

attirati dall’idea

di catturare ricordi

brutti come noi

 

che cosa ci resta?

Estate



aspettiamo fino all’estate

non sapendo mai cosa pensare

come agire

rimanendo in silenzio

insieme

scivolando tra questa

perenne ostentazione 

come se in realtà

fossero state dette

mille parole

Come gatti



quando mi vieni a trovare

i mostri lasciali a casa

e ascoltami quando ti dico

che dormire con il telefono vicino fa male

 

sapore di sangue è assenza

labbra tagliate dall’ansia

dalla distanza

 

metto un vinile per farti restare

lascio a casa tua le mie cose

anche se so che non ci rivedremo

come se in fondo non lo avessi ancora accettato

 

ascoltami quando ti dico

che cadere di faccia

non è poi così male

non ti devi vergognare

 

rideremo insieme 

con la bocca piena di sangue 

e ti porterò a vedere il mare

anche se so che non ti piace.

 

Clavicole



traccio una linea con il dito

che segue le tue clavicole

quel brivido tra gioia e impressione

 

ho provato a fermare il tempo

a cercarti 

nei capelli

nei lacci delle scarpe

nel vino

 

come un ingranaggio 

arrugginito 

sta ripartendo tutto

ma non voglio

lasciarti indietro

 

vorrei tanto essere

quel bambino sempre arrabbiato

che ha rotto con un sasso

la porta d’ingresso

di casa mia

Ciò che è importante per chi



dimmi qualcosa

raccontami ancora

 dei tuoi massimi sistemi

 

e di come evitarmi

 

Cenere



Hai fatto ancora quel sogno?

Ci ho provato non è una consolazione

ho fatto del mio meglio non è abbastanza

ho dimenticato come ci si sveglia

 

come possiamo quantificare

 

l’assenza?

 

fino a che non troverò un metro di misura

non riuscirò a comunicartelo

 

Ho bruciato tutto

non ho dimenticato niente

Attaccato a niente



potrei guidare per ore

potrei stare per giorni in quel letto

vorrei schiantarmi contro un albero

per smettere di pensarci su

ma i fatti sono come pezzi di vetro sotto pelle

 

mi manca parlare del niente

mi manca smettere di pensare

mi manca tutto quello che non c’è più

mi manca il casino nella mia testa

mi manca essere niente

Appartamento



anche te hai conosciuto il cambiamento?

allora vieni a vivere con me

 

però prendiamo due singole

che poi non ti sopporto più

ma sappi che

 

a volte sono meglio

dieci minuti

che tre anni

 

ma questo me lo hai insegnato te

quindi cosa te lo dico a fare?

Adesivi



ho marchiato

tutti i treni

che ho preso per venire da te

ora

ovunque io vada

ti ho con me