S.89

 

sono VV



Assurdità, negligenza, sconforto.

Il tuo profumo mi accelera i battiti
nei tuoi sospiri infiniti.
Ti sbottono il petto.
Trattengo le mie mani trattenendomi le voglie
intrattenendo il tempo in movimenti collaterali,
viscerali.
Carezze fuorvianti.

Scrivo per registrare gli attimi.

Amore istantaneo,
simultaneo
Sovrapposti nei corpi.
Interconnessi.

Dentro.

Compiaciuti complici della notte
in un eterno troppo veloce, da afferrare.
Scomparirà il tatto, l’odore, il gusto.
Scomparirai.
Ti scioglierai.
In più attimi
In più volti
In più liquidi.

Mi occupi la mente disoccupandomi.

Finisco sognando:
specchi
dell’anima allungati
orizzontali sopra il letto.
Mi sveglio.
Mi accascio.
Presenze avverse
Nell’ebrezza mattutina.

(Ancora viva)

Spostamenti laterali



Trascinata
Trascino luci contorte
destra-sinistra
storta

(non ho voglia di pensare)

Avvicino cordiali movimenti
mentre sei vicino.
Avversi comportamenti,
versi ubriachi
inversi sensi di marcia
in una strada a senso unico.
Non siamo più noi
quelli di una volta
in una volta.

Sono solo
ossessioni di
possessioni carnali
nei miei occhi

oggi.

Gesto quotidiano



La maggior parte del tempo
sono sola
in compagnia,
ma sola.
Pensando che sono sola
inevitabilmente.
Essere unico
passante.
Nelle strade infinite
dentro e fuori
dall’ acqua
in silenzi movimentati
riecheggianti
tonfi muti dell’acqua
addosso alle briccole.

Co-r(r)elazioni



Stringendoti stringati ci immagino.
Immaginari fisici mi colpiscono gli occhi
annego tra il tuo pensiero (?)
annegandoti sparisci
sparendo ti rivoglio intensamente
intenso tenso
ti scanso
scansando le ombre,
cercando il sole
per riscaldarmi naturalmente
senza corpi altri

(ghiaccio)

per illuminarmi il volto
di luci nuove.
Corro.
Correndo troppo veloce inciampo
in situazioni scure.
insicure.
Vedo bianco e nero
in bianco e nero,
smodatamente apaticamente.

Indeterminato.

(…fuoco? …)

Chi sono per dirlo?



Cosa ci insegna la bellezza?
Chi ci insegna la bellezza?
Da cosa deriva la bellezza?
Cosa vediamo affermare bellezza?

La nostra vista è istruita
ad un rigore
a delle sinuosità
a delle forme di beatitudine avversa.
Il nostro corpo
aiuta la percezione di immagini ergonomiche,
delinea standard evocativi
per il nostro benessere
di vedere
nelle persone,
negli oggetti,
nei paesaggi,
passaggi alimentati dallo sguardo
alienati dalla mente,
concepiti come fotografie riposte in dei cassetti
dei nostri organi.

Cos’è bello?
Fisicamente dico…
I millimetri diversi dei nostri volti irradiano
puntigliosità,
acidità,
euritmia,
benessere,
stanchezza,
l’intuizione delle emozioni
diagnosticano lo stato d’animo inconscio.

Oggettivamente una linea armoniosa è bella(?)
Ma allo stesso modo armonioso è un dato soggettivo,
se non fosse per le sequenze numeriche pensate
nel passato, riversate nel presente, immacolate nel futuro.
La geometria è facile per i nostri occhi
(Facile è bello?)

Il primo modo per delineare un tetto
Sotto cui l’uomo può stare
Deriva dal triangolo.
Il triangolo.
Equilatero è più bello
Significativo, severo, educato.
L’educazione ci insegna a determinare
luoghi
immagini
figure
anatomicamente.
Se belle, è solo per noi.
Perché una persona ci piace di più se sorride?
Il trasporto lento delle emozioni al cervello
dichiara chiari episodi di innocente ricerca di beatitudine introversa.

Capovolta



Fuori dalle normali consuetudini,
penso
cose distratte,
movenze rovesce inattuabili.
Cammino indietro in discesa.
Prospettive contrarie.
Piovono rovesci rovesci
Il cielo è ruotato di 180°.
La pioggia bagna totalmente,
io mi bagno di gocce spontanee,
congenite.
È lussureggiante!

Le nuvole mi avvolgono,
la mia testa è Dentro
mi offuscano la retta (via)
La mente è oramai intorpidita di quesiti
irrimediabili, irrisolvibili.
In- sito rimembro gesti, insito ti ritrovo.
In- forme sbiadite ti ricordo, informe ti riimmagino.
In-fame mi rendi,
ma solo infame ti ripenso(!)
in- volontari movimenti involontari
in-felici atmosfere infelici.

Scossa



Intrisa di parole esuberanti
vorrei bere
lasciarmi andare alle regole perfette
Entrare nell’imperfezione
di amanti in pochi attimi sconnessi.
È scossa senza energia,
amore, senza amore.
Assuefatti dal nostro calore
cosparsi dal vino,
stiamo in stato inconscio attivo dell’intollerabilità del resto.

Ti accarezzo scompigliato dal sesso

Quando si è vicini,
desideri intensi
densi ma impalpabili.

 

Strappi



Mi strappo gli occhi,
non voglio vederti.
La mia immaginazione eterna
mi s-compiace
Il cuore è strappato,
così per dire…
qualcosa dentro tra lo stomaco e la gola.
I muscoli strappati
affanno, affanno.
Corro veloce, più veloce di sempre
essere stanca,
distruggermi, è il compito di oggi.

Distrutta.

Continuo a sentirti addosso
antidoti colorati spessi,
spesso.

Irreversibile



È di tipo irreversibile
il tuo significato dentro,
l’assenza di desiderio
il desiderio di azioni.
Confronti.
Gesti.
Respiri.
Si è sempre troppo avanti,
quando non esiste più un indietro.
La memoria infogna la mente,
impregna lo sguardo di lacrime,
lacrime vane.

Senza soluzione
il tempo che passa invecchiando i solchi tra le pelli.

Discesa tempestiva



Il cielo cade
io con lui.
Vertigini alte
voragini strette
parole nascoste
in frasi ridicole.

Ho amato il tuo fare
Ho odiato la tua inesistenza.
Ti sogno ancora in flebili ricordi
familiari
nella casa dei tuoi racconti.

Ho finito con te
Ora-mai giorni passati.

(Non è mai iniziato,
neanche l’inizio.)

VorticeSpontaNeo



Cado negli abissi
della mia infelicità.
Cedo alla disubbidienza
dei pensieri.
Celo parole
addomesticando il tempo.
Stiringimi le mani,
abbracciami le braccia,
sfiorami le gote
(forte)
con i sensi.
Ma non farmi sentire
dolori sotto i seni,
nella bocca
dello stomaco.
Trattienimi il pianto.
Perché
vorticosamente trascinata.
G
i
u
Non dubitare del mio non - amore.

 

Attesa che non avverrà



Aspetto il tempo
per colorarti il volto,
con gli occhi chiusi
a delineare le labbra, il naso,
il tuo respiro insistente
di pace e follia bagnata
appassendo fiocamente
all’ apice degli atti solitari.

 

Malessere



Mal essere
Male d’essere
Male sere d’estate.
Non concedo buone abitudini
cedo alle cattive,
ai barbari di oggi
che danzano cospirando sensazioni sepolte.
Accettate
Accettáti
Accettata in parodossali momenti effimeri
dagli altri
non da me.
Io
Mi
Sento
un mostro
di cose che non dovrei fare
di cose che non dovrei dire.
Combatto emozioni esasperanti
esasperate dalla mente.

Sono morta,
Senza segni estetici.

Contrasti



Ti voglio
fuori
dai miei pensieri monotoni
fuori
dal battere ossessivo del petto.
Mi voglio
fuori
dal baratro
da questo su e giù
irriverente,
altalena di emozioni contrastanti.
Contrasti sereni,
del cielo con la terra.
Piove.
Manca del verde qui,
natura lussureggiante.
Fuggo in basso,
mi nascondo,
comporta
perdita di memoria
satura di disegni evocativi?
Chiedo solo:
perdita di irrazionalità
tempestiva.

Oggi-s-pro-fondo.

Co-stanza



Mi immergo in acque cloriche, infinite,
tra rettangoli azzurri e perimetri grigi.
Profondi.
Sospirando mi sospendo
e (mi) stacco.
Apnea.
Torno.
Mi assorbo di parole architettoniche,
licenze, usi, soprusi di caratteri geometrici disordinati.
Mischio il mio essere senza più essere.
Cambio in sottili mutamenti,
ma rimango limpida.
Poi veramente, torno.

Casa è: il cigolio legnoso del ponteggio
l’aria che mi ac-carezza in vol(t)o,
Acqua e luci scure illuminanti.
Luminose e fuorvianti quando immagino te
costantemente e infinitamente addosso a me.
Orizzontali.
Mi scuoti l’anima e non so chi sei
Sinceramente.

Vorrei ri- uscire ad/da/ (dal punto) A
(o mettici che lettera vuoi con da).