S.92

 

Lettera



A mio padre
Che mi ha dato la vita
E ogni giorno mi dona anche la sua.
Uomo lavoratore
Che non risparmia
Goccia del suo sudore.
Quelle rughe che
Profumano di accoglienza
E di giornate passate insieme,
Sono pennellate di colore
Che incorniciano il suo sorriso,
Caldo come il sole,
Genuino come il pane.

A mia madre
Che mi ha dato la vita
E ogni giorno mi dona anche la sua.
Nelle piaghe della sue mani
Laboriose
Si annidano le fatiche
E l’amore immenso
Dei suoi figli.
In quegli occhi che
Hanno il colore del cielo
Si specchia il riflesso
Di una rondine a primavera,
Mentre è affacciata al balcone.

A mio padre e mia madre,
Che mi hanno dato la vita
E, ogni giorno che passa,
Mi donano la loro medesima,
Conscia io della loro grandezza,
Voglio donare questi versi anonimi
Pregni dell’amore più disperato.
E la mia codardia
Che tiene in ostaggio
La mia riconoscenza.



Dimentica la mia voce,
Dimentica i miei occhi nei tuoi,
mare e terra.
Dimentica il calore dei miei abbracci,
Esci dall’antro fiorito dei miei sogni.

Riprenditi pure lo scatolone
delle speranze che mi avevi dato.
In un foglio sgualcito
sono riposte
anche le promesse,
avvolte dalla polvere e gli insetti.

Ci sono anche i ricordi,
scoloriti,
secchi e deformi ormai.
Si sono infranti
contro il muro
delle emozioni,
caduti per terra in frantumi di vetro,
evaporati.

Ottobre 24



Arrossiscono questa mattina,
Arrampicate sul davanzale
Di una dimora, in una stradina,
Le foglie nella brezza autunnale.

Nel mentre, solo, nel passeggiare
Lento, sotto quest’arco di marmo,
I ricordi che rimembro indarno
Come i miei passi odo riecheggiare.

Aria



Cos’è una rondine:
Nel cielo azzurro una virgola.
Il suo garrito di gioia
Una scia nell’atmosfera.
E così al tramonto
L’alba di domani attendo.

Acqua



Apnea: come nell’ambra
Giace, immersa.
Il pelo dell’acqua, piatto
Come cristallo.

Risorge dalla superficie
Detersa
Cielo terso nell’iride

Fuoco



Il mio fuoco
È la tua parvenza, evanescente,
che la grafite,
indegna,
ha delineato sulla carta.
Il mio fuoco
Sono i tuoi capelli che odorano di te.
Il mio fuoco
Sono i tuoi occhi
che hanno
il colore
che nessun fiore del mondo ha.
Il colore
che un saggio presuntuoso
ha scrutato e classificato.
Il mio fuoco
È la grazia con cui le tue labbra,
seducenti,
accarezzano
i tuoi denti.

Il mio fuoco
È l’idea di te che mai si spegne
E arde.
Fiore maciullato
Che rinasce nella crepa sterile di una roccia.
Sole che risorge
Sopra il regno delle tenebre.
Garrito gaudente
Nebulizzato nell’azzurro del cielo.

Il mio fuoco
Non saprai mai cos’è:
Queste parole
Sono sigillate
Nella tua non conoscenza.
Incatenate
Nella mia anima maledetta.