T.11

 

Perché.



Nonostante tutto, che cazzo me ne frega?

Numb.



Barca a vela, fuggi via.
Tra le onde che,
coraggiose,
si infrangono
davanti a me.

Amare lacrime.



Motore acceso. Macchina ferma. Solo di chitarra e sottofondo di violini.
Lei è qui, vicino a me. Zitta. Pensa.
Mi distraggo un secondo. La guardo ancora e le lacrime corrono sul suo viso.
C’è riuscita. E’ lei. Senza filtri, senza maschere.
Capisco perché se n’era innamorato. Ora lo so.
Mi guarda, con gli occhi tremanti, come le sue mani.
Gioca con i lacci della felpa e parla. Senza che io dica niente.
Si apre. Vedo in lei, e lei vede in me.
Solo ora è davvero con me, come non era mai stata.
Grazie. Grazie. Grazie.

EREMITA



Pulviscolo di polvere, perso nell’universo,

guarda il cielo, guarda quel grigio terso.

Un giorno alla volta costruisco il destino mio,

superando le banalità e l’occhio di Dio!

Porco! Mi ha urlato mentre me ne andavo,

e ora corro a 90 su Via Maragliano.

Scende dall’auto e quasi lo investiamo,

alza gli occhi verso il blu e grida “TI AMO”.

L’amico che ti guarda dicendo cosa pensa,

lei ti bacia e sei un pesce appeso a una lenza.

Supera ogni giorno gli ostacoli della tua vita,

muoviti, ma per riuscirci prima diventa un eremita.