T.17

 

Tu



In questa notte di sogni da colmare,
Oh Deianira, tu mi sfuggi
Come sabbia tra le dita.
Vortichi nelle mie idee, mentre insonne
Mi addormento sul tuo pensiero.
E se mi odierai, imparerò ad odiarmi,
Muto d’amore come il silenzio
Di chi ha desiderato tutto e niente.

Dicotomia



La dicotomia dei miei pensieri
Mi stritola col suo tira e molla,
E come due carri alati,
Guida l’esistenza mia
Per i sentieri spogli di questa perdizione:
E l’alto e’l basso,
E’l piccolo e’l grande
Mi rendon pieno, ma vuoto
Vivo, ma morto.

I miei giorni



Quando la luce sparisce aldilà dell’orizzonte,
quando le tenebre avvolgono le dolci colline
e lo sguardo si perde nell’infinito nero della notte,
tutto ci appare più vero e crudele.

E se la candela si consuma nella sua cera,
noi ci perdiamo nella nostra stessa esistenza,
distruggendo la freddezza di questa realtà,
accogliendo l’inevitabile sogno di una vita

Eppure nel mio sonno, sovente, mi riduco
a fissare ricordi come nuvole di un cielo confuso
e mi vengono alla mente gioie ed altrettanti dolori
di una vita stupenda, che non ho ancora vissuto.

Manifesto



Penso, dunque sono.

Vivo, ma forse esisto.

Eppure dentro di me so

Che scriver per vivere

Sia il miglior modo d’esistere.

Senso



Ho camminato con le parole
soltanto per trovare la mia meta,
tenendo gli occhi sempre bassi;
come se cercassi una risposta in
terra, per arrivare oltre le nuvole.

E le stagioni son passate,
il sole ha lasciato il posto al bianco gelo,
mentre l’animo mio ancor s’affanna
cercando pur solo l’ombra di un senso.
Ma è tutto un ossimoro:

Misuro i miei passi con tristezza,
e inseguo me stesso nelle forme di
un paesaggio spoglio; ma poi capisco
che vita è morte, e morte sta per vita,
finché quel senso che agogno, scompare.