U.02

 

Cronache del lungo addio vol. 5 : Addio alle armi



Le notizie dal fronte erano chiare

La guerra è finita si torna a casa

Nella notte di corpi celesti sbriciolati due amanti

si scambiavano il loro addio alle armi

 

Io consumato da un arrivederci mai consumato

santo di muscoli senza pelle

quella notte avevo finalmente scelto

di guardarti come una bellissima vecchia fotografia

Alaska



Sul tuo corpo

ho ritrovato quell’odore

che da piccolo credevo

fosse l’odore della savana

 

Lo sbirro infiltrato tirò un sospiro di sollievo

davanti a quelle onde tutto sembrava più facile

persino non pensare a tutti i proiettili col suo nome

persino illudersi di averlo fatto solo per lei

 

Sotto questo cielito lindo

dopo il disgelo sei tornata a salvarmi

da tutte le mie terre desolate

e le mie Alaska senza pietà

 

Aspettandoti ero almeno riuscito a realizzare

la promessa che ti avevo fatto da bambino

tenevo tra le mani un paio di banconote false

a cui avevo regalato il tuo sorriso

Milarepa



Dopo giorni e giorni di meditazione

di silenzio su silenzio e pietre su pietre

Arcobaleno ferito sei arrivata per aiutarmi

a distruggere il tempio della mia quiete

 

Manderemo una cartolina da Shangri-La

per fare incazzare l’uomo dei servizi segreti

una foto tra le palme e l’oceano

sorridenti col medio alzato in faccia al mondo

Lettere dal carcere



A pensarci bene erano tempi d’oro

Erano i tempi di un disperato love me tender

E dei tuoi sortilegi per trasformarmi

In una creatura di Hokusai

 

Erano i tempi duri e bellissimi

Delle mie lettere dal carcere

Che volavano su piccoli origami di carta

Fino a toccare il cuore di una maestra di confine

 

Eravamo un film in bianco e nero

Una nuovelle vague di desideri inaspettati

Amores perros abbandonati lontano da casa

E confessioni indecenti ancora prima di colazione

 

Principianti senza fiato come sempre come tutti

Nei frammenti di un discorso amoroso

Fino a Finire la nostra corsa in un caffè in riva al mare

Senza più neanche un nome da ricordare

 

Mit dir wien einst mia Lili Marleen

Mit dir wien einst mia Lili Marleen

Sempre più rare saranno in questo mondo



Sempre più rare saranno in questo mondo

Le gioie feroci e le vite estreme

Che fanno tremare e ridere

Come te quando mi custodivi dentro

 

C’è il diavolo a quel crocevia

Mi sussurra qualcosa e sorride

Io gli mostro la mia collezione di scalpi

Lui sputa a terra offeso si gira e guarda lontano

 

Intanto entro ed esco dal tuo ultimo sogno

Con passo animale senza fare rumore

Per lasciarti un piccolo Mississippi tra le cosce

E il retrogusto di un mistero da spia anni 30

 

Ma sai che conosco quel passaggio segreto

Per arrivare nel tuo clima di terre d’avventura

E che non ti lascerò andare

finché non mi avrai benedetto

 

Forse nascere era stato qualcosa del genere

O forse lo sarebbe stato morire

Il panorama rompifiato del tuo corpo

Tra le lenzuola in un letto sfatto

 

Ho sempre faticato

a dare un nome ai miei desideri

Prendi le pistole amore

Stasera ci toccherà ballare…

Viva Las Vegas



All’alba il mio dente di Majakovskij

Annegava in un bicchiere di tequila scadente

Mentre Una mosca Dormiva

Su un preservativo usato

 

Prima di scriverti un’altra fottuta poesia

Mi ero promesso di mordermi la lingua

Eravamo la linea di resistenza meridionale

Angeli di rapina stupenda mentira

 

Quando appena sveglio

Ti ho portato il caffè a letto

Ho capito che alla fine di tutto questo Mojave

Avevo finalmente sbancato Las Vegas

Bilquis



Giorni dopo la tua fuga

In stile vecchia scuola

Sentivo ancora addosso attorno ovunque

Il tuo sapore di torta al cioccolato

 

Anche stavolta Avrei dovuto almeno tentare

Una minima forma di resistenza ma…

mi hai disarmato tradendomi

con quei tuoi occhi alla Salma Hayek

 

Dentro ho visto il più grande spettacolo

Di fantasmi di pesci morti del gran
Canyon

Una guerra mondiale nel frigorifero

E il blu di una piscina interstellare

 

E Ho sognato sei diverse strane morti Di Adolf Hitler

E quattro diversi modi di morire In versi

Nell’ultimo c’eri tu negra regina di Saba

Mentre lasciavi questa poesia sulla mia pelle

Fino all’ultimo respiro



Noi siamo sempre stati più belli

dei ragazzi che si baciano

contro le porte della notte

Noi ci baciavamo nel cuore del mare

 

Anche il terrorismo e la beneficenza

seguono implacabili le mode

ti ho sussurato

su una spiaggia di sale deserta

 

Ma noi no rispondevi sicura

noi non l’abbiamo mai fatto

Lontano una migrazione di fenicotteri

sullo sfondo di una fabbrica abbandonata

 

Noi facciamo del nostro meglio

o forse del nostro peggio

per far rimanere le nostre vite attaccate

come cani che si fottono

 

Ma viviamo ormai dentro poesie troppo grandi

dove è possibile solo amarsi male

o dichiararsi guerra

fino all’ultimo respiro

Ricordo di un’estate in rosa e blu



Una bambina la figlia che non avremo mai

avrà gli occhi azzurri e due pistole in mano

con lo sguardo criminale sparerà in aria

ma esploderanno solo gelsomini e farfalle

 

Mi hai insegnato l’amore imprevedibile delle bestie

io quello inimmaginabile dei poeti

e abbiamo sputato in bocca al giorno

il dolce presentimento di non poter dirottare la fine

 

Buttandoci via come i  suicidi dai ponti

senza mai dirci addio

ci guardiamo ancora come due vecchi

che si sono amati tantissimo

 

Ma ora vorrei solo leccarti via

tutto questo sale rosa dalla tua pelle blu

L’amore giovane: un peluche o un po’ di paradiso?



Avevamo l’innocente illusione

di bere il futuro con i fondi del caffè

e tanti altri strani perversi giochi

per depistare l’infelicità…

 

Dove sono i risvegli spietati di tenerezza?

Dove sono i tuoi aspetti insignificanti

che somigliavano al crollo di un grattacielo

o all’intrusione in un terreno di caccia?

 

Come ogni volta che sei andata via

ho disegnato una lacrima sulla guancia

per dimenticarti più in fretta

e difendermi dalla sommossa dei desideri

 

Ripagati i debiti dell’Amore giovane

guardando le nuvole mi hai chiesto:

tra quanti peccati ci daranno

un fottuto peluche o un po’ di paradiso?

Verrà la morte



Verrà la morte e ci troverà abbracciati

proprio come ci aveva lasciati

Le creature fantastiche sanno sempre dove trovarmi



Era una notte piena di meraviglia

di quelle notti che sembrano sbranarti

dalla finestra

un rumore si avvicinava piano

 

Quella notte un unicorno mi disse

di aver trovato un cuore nel freddo del bosco

aveva il mio nome disegnato sopra

le creature fantastiche sanno sempre dove trovarmi

 

Era un piccolo cuore di fragola e panna

e quella notte un unicorno mi disse un segreto

Bastava leccarlo

e sarebbe tornato a battere come prima

 

Lei non sapeva di chi fosse… Io si

per trovarti bastava guardare la nostra costellazione

quella dell’Abbandono disegnata in cielo

facendo baciare le tue cicatrici con le mie

 

Arriverò presto mia dolce esca per draghi

per ricambiare un vecchio favore

risvegliarti con un bacio

e riempirti di stronzate romantiche come questa

Il ritorno della strega



Il ritorno della strega è arrivato

come sempre nel segno della pioggia

Scaldandoci nel falò delle nostre vanità

ci immaginavamo come stelle distanti

 

Cazzo! avrei dovuto provare almeno

una minima forma di disperata resistenza ma…

all’improvviso mi hai disarmato

con quel tuo sguardo alla Johnny Cash

 

Mi hai fatto sognare una fuga dalla polizia

e un travestimento da fuorilegge

Noi due a ridare vita a questo deserto

di cactus bombe inesplose e divinità morte

 

Ci sentiranno arrivare da molto lontano niña 

con la nostra dolcezza protetta dalla Jolly Roger

mentre urliamo come bambini ubriachi

le canzoni dei pirati del mare del Sud

 

O forse ci basterà solo guardarci negli occhi

nel lusso sfrontato del nostro silenzio

No Future



A quel tempo camminavo con aria di sfida

con addosso un giubbotto di finto cammello

fumavo come se fossi James Dean

e mi sentivo un poeta bello e impossibile

 

Poi una cattiva notte sotto casa

sono esploso in particelle di pianto

Sapevo che presto avrei aperto gli occhi

nel mio primo giorno da schiavo

 

La strada si riempì di colpo di luce

e ti ho vista volare vestita da Fata Turchina

Mi hai detto solo: Ci sono io ora

e io semplicemente ti ho creduto

Cronache del lungo addio vol. 4 : Buon Non-Compleanno



Era chiaro che il nostro trattato di pace

faceva ormai acqua da tutte le parti

e spostare le truppe e gli eserciti

serviva solo a far impazzire i generali

 

Per non toccarti dovevo intrecciare le dita

come i bambini facevano con le palme

disegnando piccoli origami

di bestie selvagge

 

Facevi il turno di notte Infermiera del firmamento

per curare ferite che avevo dimenticato

ingannevoli agli occhi

insostenibili al cuore

 

E come in una vecchia canzone

anche il tuo anello resterà sulla spiaggia

vicino ai resti di una lanterna cinese

e di un mio desiderio impossibile

 

Sono tornato a casa con in mano uno zeppelin

un capcake e il tuo atlante delle emozioni

con le note illeggibili e le parole cancellate

per farmi sorridere e perdere il cammino

 

Forse è così che devono sentirsi

i fiori mentre fioriscono

pieni di debolezza amore e violenza

pieni di una stupenda innocua disobbedienza

Mal d’Africa



Chi sa che viso avrà tra vent’anni la bambina

del gelato alla vaniglia alle porte del deserto?

O quello del Piccolo Principe dei pusher

che provava a vendermi dell’hashish

chiamandomi monsieur alle tre di notte?

Chi sa di chi si innamoreranno?

Cosa sogneranno stanchi la notte delle nozze?

O come chiameranno il loro primo figlio?

 

Il Re dei tassisti di Marrakech

sembrava un profeta o un assassino

parlava d’amore e di lupi scortandoci

in un sogno caldo con vene blu majorelle

Intanto la notte tra i vicoli spalancava

una guerra di mondi lontanissimi

intorno detriti e  solo un rumore si sputi

e passi che si avvicinano

 

Avevo trovato pagine della Bibbia strappate

tra le pagine delle poesie di Bob Dylan

mentre il Sahara dava il suo benvenuto

con una piccola inoffensiva tempesta di sabbia

Con la mia barba da Alì Baba

avrei proprio dovuto venire a rubarti

per portarti a fare due passi nel cuore del Nada

tra una Gauloises del mattino e una Maghreb sella sera

 

Ora Sto cucendo per te la mia bandiera bianca di ritagli

Sono pronto ad arrendermi e a lavare l’odio dagli occhi

Tornerò presto da te con in mano un regalo

questa poesia qualche moneta e tutto il mio mal d’Africa

Poeti col passamontagna



Con i lineamenti tesi sul viso aspettavamo che la vita

ci suggerisse la gioia di poter finalmente rompere le righe

Consumati nei nostri nomi falsi poeti col passamontagna

o cani randagi ormeggiati di notte su qualche spiaggia

 

Se fai un tuffo in questo azzurro dimmi… Tu cosa ci vedi?

Un vecchio campione di boxe che punta e vince alla roulette

Con il basco eri proprio stupenda un’isola francese in questi tristi tropici

un esemplare da proteggere capace ancora di arrossire

 

Ci incontravamo tra tossici criminali amori violenti sogni di cani e psicopatici

Non sapevo ancora sapessi ballare e neanche il tuo soprannome da bambina

A quel tempo ero un supereroe ogni giorno difendevo

armato solo dei denti il fortino del pane quotidiano

 

Mentre di notte sognavo piani di fuga e viaggi in India

Sognavo te su una macchina nel mezzo del nulla

rassicurarmi su uno strano inevitabile lieto fine

proprio come in quei film di Hollywood che odiavamo

Cronache del lungo addio vol. 3 : Il cacciatore



Era una domenica mattina

orgogliosa mi sistemavi sul petto

le medaglie conquistate

per ogni sbaglio commesso

 

C’era il mio ultimo regalo tra le tue mani

e parole buone solo a maledire

c’erano sogni fatti a pezzi

e scene della provincia americana

 

Tu eri un cucciolo di lupo ferito

perso ai margini del bosco

Che cercava carezze da pagare

leccandomi la faccia

 

Ma ero io il cacciatore…

Cronache del Lungo Addio vol.2 : Il Cowboy



Il cowboy apparso dal nulla

stivali e cappello da Cowboy

non disse nulla

proprio come un vero Cowboy

 

Conosceva il nostro Amore giovane

sapeva della nostra maledizione

Ogni tanto ci offriva da bere

Ogni tanto una vecchia canzone

 

Quando ero solo un bambino

qualcuno mi ha rivelato

un segreto di famiglia

e il ritmo delle maree

 

Nascosti in fondo al cassetto

c’erano una rapina ad una festa

una strana malattia

e un attore fallito in America

 

Con quale espediente amore

ti convincerò a dimenticarmi?

Con quale scusa da quattro soldi

finiremo questo nostro Lungo Addio?

Cronache del Lungo Addio vol. 1 : Apriti cielo



Eravamo indecisi Disertori

il giorno dopo l’armistizio

Due Bambi sul lago

in un crudele inverno sottozero

 

Perse tutte le parole d’addio

dimenticate le strategie dell’Abbandono

ti ho detto al tramonto: Apriti cielo

che ti ficco la lingua dentro

C’era una volta…



C’era una volta la droga..

Ops!

C’era una volta un Drago

e quel Drago ero io

 

C’era una volta una Principessa

o forse era una Strega

Era bellissima

lo sai eri tu

 

C’era una volta un Cavaliere

Chiamalo Destino

chiamalo Vita

poco importa…

 

Ora tu sei libera

come sei sempre stata

Ora sono solo e ferito

come sono sempre stato

 

I Cavalieri come sempre

sono un po’ stronzi un po’ fascisti

Almeno stavolta non dovrò sentire

…E vissero tutti felici e contenti

A Xmas carol – Il senso della neve



Il circo era appena arrivato in città

il lanciatore di coltelli quella notte

era entrato nudo e ubriaco

nella gabbia delle tigri

Ora ha un braccio in meno

e una storia in più da raccontare

 

Anche io in quei giorni

vivevo con una tigre

Ho ancora due braccia

e a parte qualche cicatrice

sono sano e salvo

Almeno fino a domani

 

E sarò stato proprio un cattivo ragazzo

quel vecchio ubriacone di Babbo Natale

quest’anno si è ricordato di me

Mi ha portato un regalo sbiadito

un ricordo che avevo dimenticato

e una pessima scusa per farlo ancora

 

Alla fine ho chiuso gli occhi

e ho visto la neve

coprire per un attimo

questa città di mare

Tu eri ancora qui

e mi stringevi la mano

 

Mentre scrivevo questa poesia

per te

Sud Saudade



Stasera vorrei solo un amico

con cui giocare a carte

e guardare il mare

come due vecchi marinai

senza destino

 

Un piccolo Tom Sawyer

che mi porti sul fiume

a raccogliere fichi selvaggi

per placare la fame chimica

e questa Sud Saudade

 

Vorrei te mi primo mi hermano

come quando hai tirato fuori

quella vecchia foto dal portafogli

e non riuscivo a capire

se quello fossi io o tu…

Della stessa materia di cui è fatta la poesia



Ti ho disegnato al buio

un bellissimo tatuaggio

sfiorando e toccando

i tuoi punti deboli

 

Ci sono baci che hanno il rumore

di bicchieri spaccati al muro

e che sono una questione di stile

come foto di un deserto americano

 

Sai che avrei venduto tutto

per portarti a letto

un’altra colazione di carezze

fragole e bossa nova

 

Ma viviamo come dispersi

in terre che convengono ai lupi

e ci guardiamo allo specchio

come ci avessero ripescato dal lago

 

Quella notte mi hai stretto così forte

che mi hai spremuto dal cuore

il desiderio di abbandonarci

e una scusa per ritrovarci sempre

 

Quella notte credevamo di essere fatti

della stessa materia di cui è fatta la poesia

Mi hai lasciato con gli occhi di chi sa

che dovrà sparare al proprio cane

Fiori carnivori – Lettera da Aden



Vorrei che questa poesia

avesse per te l’odore delicato

delle foglie di menta

 

Con i nostri giovani cuori inesperti

ci rincorrevamo fino a spolmonare

pieni di grazia all’estremità dei respiri

 

Ora è nel sale del mare che ti cerco

ma trovo solo il ricordo dello scontro

della mia pelle sotto la tua

 

E ti cerco nei letti di stelle e nella frutta

tra le perplessità e i resti di lime

che sembrano fiori carnivori

 

Eppure le avvisaglie del disastro

non ci hanno fermato e siamo finiti

incagliati nelle nostre disavventure

 

Ora con il cuore come esca

e il cielo per piscina

ti ho scritto una lettera

 

il ritratto della mia vita violenta

negli occhi il riflesso azzurro

di un amore ribelle condannato a morte

 

Da questa stazione nel deserto

piena di mosche angeli e mostri

so che non potrò spedirla

 

La terrò sotto il cuscino

accanto alla pistola

aspettando il tuo ritorno

Promesse da marinai



Ricordi era tutto rosa

al ritorno dalla nostra missione segreta

con i passamontagna di stupore

sui volti maleducati da fuggitivi

 

Si era aperta una riserva di violenza

un acquario senza pesci con i riflessi viola

Noi ci nutrivamo di cattive abitudini

e celebravamo imperdonabili vizi

 

Ed eravamo bellissimi

come in un film su Berlino Est

bersagli esposti al mirino di un dio

al quale non abbiamo mai creduto

 

Eravamo la promessa da marinai

che le labbra non riuscivano a trattenere

l’argomento preferito delle conversazioni

tra i cani e le nuvole

 

Poi in autunno siamo spariti

come gli uccelli migratori

che vanno sulla luna

per un po di silenzio e qualche sigaretta

 

E se mi chiederai qualsiasi cosa

ti risponderà la primavera

ora che sono rifugiato

in quel sogno che ti aveva fatta ridere

Camere Separate



Se ti lecco con forza proprio sotto l’orecchio

allora lì troverò i tuoi sogni

Se graffierò via dolcemente i tuoi sogni

allora arriverò alla tua quiete

Se soffierò come il vento del sud sulla tua quiete

la farò gocciolare fino a scoprire le tue conquiste

E sotto le tue conquiste ci saranno i tuoi pianti

e sotto i tuoi pianti una bambola di pezza

e dentro la bambola di pezza l’isola dei giocattoli

 

Su quell’isola gioca a nascondino il mistero dell’amore

ma se strapperò via il mistero dell’amore

troverò la bandiera nera dei pirati

la bandiera nera dell’anarchia e della poesia

E se chiederò alla bandiera da che parte andare

mi indicherà un posto dove tu non sei stata mai

Lì entrerò nelle nostre camere separate

e se guarderò bene

vedrò un animale in agguato

dolce crudele e spietato

 

E mentre un disco suona piano

vedrò noi stretti che balliamo un lento

e ridiamo forte piangendo

Settembre – Foto di famiglia



C’era uno scaldabagno arrugginito

in mezzo al campo di grano

e un divano marrone sfondato

riposo di un gattaccio ubriaco

 

Ho pensato a mio padre

e a mio nonno

Non c’è da farsi troppe domande

quando vuoi scrivere una bella poesia

 

Ho svuotato la bottiglia di whisky

abbandonandola lì…

Spero che un giorno

qualcuno si ricorderà di me

Quei bravi ragazzi



Siamo solo dei bravi ragazzi

in tempi cattivissimi

e abbiamo pessimi vizi…

uno di questi è la poesia

Drift & Drive – Le nostre giovani vite



Sono due auto in testacoda

che si baciano con gli angoli

le nostre giovani vite