U.02

 

Cronache del lungo addio vol. 6 : Cuori



C’è un posto alla fine del mondo

Dove alla fine senza volerlo siamo finiti noi

C’è una corsa per prendere un treno

e un’altra disperata per inseguirlo e non perderti

 

C’è una confessione fatta di ferite da coltello

E i rintocchi di una campana a far tremare il sonno

Ci sono le piume delle nostre ali sparse a terra

Mentre ci consumiamo a letto come fuochi d’artificio

 

Noi che somigliamo a stelle

Noi che sembriamo guerre

 

Stasera a cena mangerò il mio cuore

e sono sicuro che avrà il sapore dolcissimo del tuo

Ovunque proteggi



Continuo a scriverti lettere d’addio ogni giorno

lettere che so non spedirò mai

preghiere incendiate nella vasca da bagno

offerte all’altare dei tuoi oggetti smarriti

 

Ormai do fuoco a tutto amore mio violento e disadorno

alle nostre mappe che non rivelano nulla di buono

alle tue foto di nudo alle mie bugie di seta

al mio orecchio di Van Gogh alla tua storia segreta

 

Al nostro nada del nada nel nada

al futuro che non smettiamo mai di perdere

al mio vizio che ha il tuo sorriso

a questo film bellissimo ai titoli di coda

 

Mi hai insegnato tu ad accendere un fuoco

Facendo scintillare le nostre ossa come fiammiferi

per tenere lontano tutti i marabù

dei nostri cattivi sogni ad occhi aperti

 

Ma ora che si sono realizzati

io posso solo ridere piangere e sperare

che i pazzi e i poeti siano davvero

protetti dalla luna e dalla buona sorte

 

Buon viaggio mi vida ovunque tu vada

ovunque proteggimi ovunque ti proteggerò

Ancora e ancora e ancora



Per fare uno scherzo ad uno scherzo del destino

o forse perché intorno a noi tutto era bianco

Abbiamo scopato ancora

per il gusto di ammettere che avevamo torto

 

Quel giorno i cavalli galoppavano in cielo

per andare via e non tornare mai più da me

Io continuavo a tradire giuramenti e rinnegare promesse

e sapevo di essere troppo vecchio per travestirmi da Rimbuad

 

C’era una nave in partenza… Ognuno verso il proprio inferno

E delle lettere da scrivere a mia madre a mia sorella

C’era un libro dei sogni da colorare

e un’incredibile fuga da progettare

 

Senza più fiato Ti ho chiesto di fare un miracolo

“rubami una pesca dall’albero di arance”

Ma tu sei tornata con in mano il mio cuore

e nessuno di noi sapeva bene cosa farne

 

Riuscirò a smetterla con te… con la poesia?

O finiremo ancora ancora e ancora

a inseguirci scoparci o farci fuori

in giro per questo bellissimo stramaledettissimo mondo?

Neve



Avevo inventato per te

52 nomi stupidi

Nemmeno fossi un esquimese

e tu la neve

Poeti senza il passamontagna ( il mare )



Ormai potevamo pure mettere via il passamontagna

Ora che tutto quel rosa è un grande immenso azzurro

Ora che ti ho portata dove tutto è iniziato dimmi

Se non vuoi essere la mia sposa… sarai il mio mare?

La Resistenza



La tua assenza è un assedio…

Ma noi siamo la Resistenza

La Bella e la Bestia



Ci siamo incontrati per necessità e incantesimo

in un battito fuori tempo in un respiro d’affanno

La Bella e la Bestia sotto assedio

circondati da mostri malvagi demoni tristi e fantasmi

 

Stremati con i nervi consumati infine abbiamo disertato

in una ribellione senza causa ne destino

e ci siamo dati alla fuga a fari spenti nella notte

pieni di grazia e di lacrime in direzioni diverse

 

Ma forse c’è un lieto fine proprio come nelle favole

o è solo un mio ridicolo sogno per non affogare

I criminali in fuga presto si rincontrano

in un gioco di sguardi dentro un tramonto tropicale

 

O almeno per un attimo per un ultimo scontro ancora

come samurai o pistoleri a mezzogiorno

Dove sei amore ora che tutto mi fa male?

Vienimi a prendere… Solo tu mi puoi toccare

La ragazza con l’orecchino di perla nera



Le parole degli degli amanti durante gli addii

portano sempre fuori strada

Si deve chiedere al silenzio

di far stellare una verità di contrabbando

 

Portami con te a vedere le rive del lago

vestiti da sera in abiti da sirena

andremo alla ricerca di arcobaleni sommersi

di navi di corallo con tesori immensi

 

Andremo alla ricerca di tutto quel coraggio

che non abbiamo mai trovato

per dirci quello che non potevamo confessare

per farci tutto quello che non ci siamo concessi

 

Ma ora che abbiamo defenestrato

anche gli angeli dal cielo e dalle nuvole

e saccheggiato tutte le nostre macerie

cosa aspetti a darmi un altro dei nostri ultimi baci?

 

Ragazza con l’orecchino di perla nera

Esmeralda. Il mio secondo Satori



Tu esploravi per calmarmi

il delta delle mie vene dei polsi

io il delta di venere

delle tue paure e delle tue costrizioni

 

Era l’estate dei miei trent’anni

e non sapevo cosa perdere prima

mentre un gigante sporco di carbone

mi raccontava storie di volpi e benedizioni

 

Noi ci guardavamo impauriti e meravigliati

nei giorni che precedevano la grande rapina

trattenendo il fiato nell’attesa di capire

a chi dei due spettasse il nome di Stalingrado

 

Era l’estate della riscoperta della vulnerabilità

noi eravamo alle prese con quella che aveva l’aria

di essere una violenta tempesta tropicale

ma io trovavo irresistibile il tuo viso sotto la pioggia

 

Era l’estate del mio secondo Satori

Tu dolce Esmeralda ballavi in un vestito leggero

fatta di fiori scuri commestibili profumavi

di una città addormentata nel Mediterraneo

 

Mi hai chiesto se la mia poesia

fosse fatta più di gioia o di dolore…

Tenta di capirci qualcosa tu amore

che io ormai sragiono di continuo

 

Amores Perros



Forse a farmi perdere la testa era stato

il modo in cui sedevi in macchina

come a cercare un rifugio

dalla ferocia del mondo

 

come il cane con gli occhi di due colori

mentre ascoltava il canto del profeta Dylan

Tra le tue cosce avevo trovato il luogo

dove riposare respirare piano e illudermi

 

Anche noi vivevamo come cani impauriti

annusandoci perennemente in guardia

perché anche i cani piangono

e sognano di essere liberi vero?

 

Nella partita a scacchi del perdersi

so che alla fine mi darai scacco matto

E io secondo copione impazzirò ancora

Ma cosa importa ormai? Cosa importa davvero?

 

Justine



La mattina ti alzavi dolcemente

per scostare le tende e guardare fuori

sceglievi quale Justine volevi essere

e tornavi a letto a darmene una dimostrazione

 

Mentre giocavo ad essere tuo

nei modi più improbabili possibili

credevamo di poterci abbandonare e scappare

come fanno i bastardi con i cani in autostrada

 

Invece avevo affidato a te il compito di capire

se potevo fidarmi della mia fortuna

Io potevo solo guardare l’orizzonte fumare

e scrivere appunti sul diario di bordo

Rehab



Esperti in cose poco importanti

ostaggi con riscatti impensabili

avevamo deciso di vivere sott’acqua

per poter finalmente contare le stelle di mare

 

Sorpresi e increduli

in destini incrostati di salsedine

nella perfezione stilistica

di un film in bianco e nero anni ’50

 

Anche la rehab era andata malissimo

in fuga dopo poche ore spaccando finestre

per correre nudi tra le braccia dell’altro

a scopare come se stesse per finire il cielo

 

Stasera dicono passi di qui una cometa

o forse spunterà un piccolo pianeta rosa

ma noi saremo li a raccontarci storie di animali

guardando il cielo nella direzione sbagliata

Samsara: ancora una volta



Non c’è da meravigliarsi

se sei così brava a toccare il mio corpo

ti ricordi di incarnazioni precedenti

Cuba ’59 i giorni dopo la rivoluzione

 

O forse ricordi quando mi chiamavi John Dillinger

per non dire ciò che non può essere detto

o quando per spaventare tutti hai riso così forte

da far tremare la città degli angeli

 

Se mi dai ancora un bacio

ti racconterò di altri nostri incontri di altre vite

Li ricordi anche tu vero?

Hai già chiuso gli occhi sfinita e sorridi

 

e sogni caramelle bianche e rosse

mentre io penso a barzellette su condannati a morte

O forse siamo noi ad essere il sogno

di due diavoli che si tengono per mano?

Shahrazad



Avevo da poco sognato un monaco darsi fuoco

e tu mi hai detto di accendere il televisore…

Creature alla disperata ricerca di calore

carnose attenzioni e avanzi d’innocenza

 

Con i vestiti sparsi per terra progettavamo

rovesciamenti di governi immaginari

rapine e vite alternative

in paradisi di isole asiatiche

 

Io travestito da Don Juan giocavo

a innamorarmi perdutamente di te

mentre ci raccontavamo poesie erotiche

nelle notti di Shahrazad

 

Era l’estate in cui trattenendo il fiato spiavo

il linguaggio privato del tuo corpo

scoprendo modi di leccarsi a vicenda

che somigliano al rumore di una cascata

 

Seducendoti per ringraziarti

del piacere di essere sedotto

Cronache del lungo addio vol. 5 : Addio alle armi



Le notizie dal fronte erano chiare

La guerra è finita si torna a casa

Due amanti nella notte di corpi celesti sbriciolati

si scambiavano il loro addio alle armi

 

Io consumato da un arrivederci mai consumato

santo di muscoli senza pelle

quella notte avevo finalmente scelto

di guardarti come una bellissima vecchia fotografia

Alaska



Sul tuo corpo

ho ritrovato quell’odore

che da piccolo credevo

fosse l’odore della savana

 

Lo sbirro infiltrato tirò un sospiro di sollievo

davanti a quelle onde tutto sembrava più facile

persino non pensare a tutti i proiettili col suo nome

persino illudersi di averlo fatto solo per lei

 

Sotto questo cielito lindo

dopo il disgelo sei tornata a salvarmi

da tutte le mie terre desolate

e le mie Alaska senza pietà

 

Aspettandoti ero almeno riuscito a realizzare

la promessa che ti avevo fatto da bambino

tenevo tra le mani un paio di banconote false

a cui avevo regalato il tuo sorriso

Milarepa



Dopo giorni e giorni di meditazione

di silenzio su silenzio e pietre su pietre

Arcobaleno ferito sei arrivata per aiutarmi

a distruggere il tempio della mia quiete

 

Manderemo una cartolina da Shangri-La

per fare incazzare l’uomo dei servizi segreti

una foto tra le palme e l’oceano

sorridenti col medio alzato in faccia al mondo

Lettere dal carcere



A pensarci bene erano tempi d’oro

Erano i tempi di un disperato love me tender

E dei tuoi sortilegi per trasformarmi

In una creatura di Hokusai

 

Erano i tempi duri e bellissimi

Delle mie lettere dal carcere

Che volavano su piccoli origami di carta

Fino a toccare il cuore di una maestra di confine

 

Eravamo un film in bianco e nero

Una nuovelle vague di desideri inaspettati

Amores perros abbandonati lontano da casa

E confessioni indecenti ancora prima di colazione

 

Principianti senza fiato come sempre come tutti

Nei frammenti di un discorso amoroso

Fino a Finire la nostra corsa in un caffè in riva al mare

Senza più neanche un nome da ricordare

 

Mit dir wien einst mia Lili Marleen

Mit dir wien einst mia Lili Marleen

Sempre più rare saranno in questo mondo



Sempre più rare saranno in questo mondo

Le gioie feroci e le vite estreme

Che fanno tremare e ridere

Come te quando mi custodivi dentro

 

C’è il diavolo a quel crocevia

Mi sussurra qualcosa e sorride

Io gli mostro la mia collezione di scalpi

Lui sputa a terra offeso si gira e guarda lontano

 

Intanto entro ed esco dal tuo ultimo sogno

Con passo animale senza fare rumore

Per lasciarti un piccolo Mississippi tra le cosce

E il retrogusto di un mistero da spia anni 30

 

Ma sai che conosco quel passaggio segreto

Per arrivare nel tuo clima di terre d’avventura

E che non ti lascerò andare

finché non mi avrai benedetto

 

Forse nascere era stato qualcosa del genere

O forse lo sarebbe stato morire

Il panorama rompifiato del tuo corpo

Tra le lenzuola in un letto sfatto

 

Ho sempre faticato

a dare un nome ai miei desideri

Prendi le pistole amore

Stasera ci toccherà ballare…

Viva Las Vegas



All’alba il mio dente di Majakovskij

Annegava in un bicchiere di tequila scadente

Mentre Una mosca Dormiva

Su un preservativo usato

 

Prima di scriverti un’altra fottuta poesia

Mi ero promesso di mordermi la lingua

Eravamo la linea di resistenza meridionale

Angeli di rapina stupenda mentira

 

Quando appena sveglio

Ti ho portato il caffè a letto

Ho capito che alla fine di tutto questo Mojave

Avevo finalmente sbancato Las Vegas

Bilquis



Giorni dopo la tua fuga

In stile vecchia scuola

Sentivo ancora addosso attorno ovunque

Il tuo sapore di torta al cioccolato

 

Anche stavolta Avrei dovuto almeno tentare

Una minima forma di resistenza ma…

mi hai disarmato tradendomi

con quei tuoi occhi alla Salma Hayek

 

Dentro ho visto il più grande spettacolo

Di fantasmi di pesci morti del gran
Canyon

Una guerra mondiale nel frigorifero

E il blu di una piscina interstellare

 

E Ho sognato sei diverse strane morti Di Adolf Hitler

E quattro diversi modi di morire In versi

Nell’ultimo c’eri tu negra regina di Saba

Mentre lasciavi questa poesia sulla mia pelle

Fino all’ultimo respiro



Noi siamo sempre stati più belli

dei ragazzi che si baciano

contro le porte della notte

Noi ci baciavamo nel cuore del mare

 

Anche il terrorismo e la beneficenza

seguono implacabili le mode

ti ho sussurato

su una spiaggia di sale deserta

 

Ma noi no rispondevi sicura

noi non l’abbiamo mai fatto

Lontano passava una migrazione di fenicotteri

sullo sfondo di una fabbrica abbandonata

 

Noi facciamo del nostro meglio

o forse del nostro peggio

per far rimanere le nostre vite attaccate

come cani che si fottono

 

Ma viviamo ormai dentro poesie troppo grandi

dove è possibile solo amarsi male

o dichiararsi guerra

fino all’ultimo respiro

Ricordo di un’estate in rosa e blu



Una bambina la figlia che non avremo mai

avrà gli occhi azzurri e due pistole in mano

con lo sguardo criminale sparerà in aria

ma esploderanno solo farfalle e gelsomini

 

Mi hai insegnato l’amore imprevedibile delle bestie

io quello inimmaginabile dei poeti

e abbiamo sputato in bocca al giorno

il dolce presentimento di non poter dirottare la fine

 

Buttandoci via come i  suicidi dai ponti

senza mai dirci addio

ci guardiamo ancora come due vecchi

che si sono amati tantissimo

 

Ma ora vorrei solo leccarti via

tutto questo sale rosa dalla tua pelle blu

L’amore giovane: un peluche o un po’ di paradiso?



Avevamo l’innocente illusione

di bere il futuro con i fondi del caffè

e tanti altri strani perversi giochi

per depistare l’infelicità…

 

Dove sono i risvegli spietati di tenerezza?

Dove sono i tuoi aspetti insignificanti

che somigliavano al crollo di un grattacielo

o all’intrusione in un terreno di caccia?

 

Come ogni volta che sei andata via

ho disegnato una lacrima sulla guancia

per dimenticarti più in fretta

e difendermi dalla sommossa dei desideri

 

Ripagati i debiti dell’Amore giovane

guardando le nuvole mi hai chiesto:

tra quanti peccati ci daranno

un fottuto peluche o un po’ di paradiso?

Verrà la morte



Verrà la morte e ci troverà abbracciati

proprio come ci aveva lasciati

Le creature fantastiche sanno sempre dove trovarmi



Era una notte piena di meraviglia

di quelle notti che sembrano sbranarti

dalla finestra

un rumore si avvicinava piano

 

Quella notte un unicorno mi disse

di aver trovato un cuore nel freddo del bosco

aveva il mio nome disegnato sopra

le creature fantastiche sanno sempre dove trovarmi

 

Era un piccolo cuore di fragola e panna

e quella notte un unicorno mi disse un segreto

Bastava leccarlo

e sarebbe tornato a battere come prima

 

Lei non sapeva di chi fosse… Io si

per trovarti bastava guardare la nostra costellazione

quella dell’Abbandono disegnata in cielo

facendo baciare le tue cicatrici con le mie

 

Arriverò presto mia dolce esca per draghi

per ricambiare un vecchio favore

risvegliarti con un bacio

e riempirti di stronzate romantiche come questa

Il ritorno della strega



Il ritorno della strega è arrivato

come sempre nel segno della pioggia

Scaldandoci nel falò delle nostre vanità

ci immaginavamo come stelle distanti

 

Cazzo! avrei dovuto provare almeno

una minima forma di disperata resistenza ma…

all’improvviso mi hai disarmato

con quel tuo sguardo alla Johnny Cash

 

Mi hai fatto sognare una fuga dalla polizia

e un travestimento da fuorilegge

Noi due a ridare vita a questo deserto

di cactus bombe inesplose e divinità morte

 

Ci sentiranno arrivare da molto lontano niña 

con la nostra dolcezza protetta dalla Jolly Roger

mentre urliamo come bambini ubriachi

le canzoni dei pirati del mare del Sud

 

O forse ci basterà solo guardarci negli occhi

nel lusso sfrontato del nostro silenzio

No Future



A quel tempo camminavo con aria di sfida

con addosso un giubbotto di finto cammello

fumavo come se fossi James Dean

e mi sentivo un poeta bello e impossibile

 

Poi una cattiva notte sotto casa

sono esploso in particelle di pianto

Sapevo che presto avrei aperto gli occhi

nel mio primo giorno da schiavo

 

La strada si riempì di colpo di luce

e ti ho vista volare vestita da Fata Turchina

Mi hai detto solo: Ci sono io ora

e io semplicemente ti ho creduto

Cronache del lungo addio vol. 4 : Buon Non-Compleanno



Era chiaro che il nostro trattato di pace

faceva ormai acqua da tutte le parti

e spostare le truppe e gli eserciti

serviva solo a far impazzire i generali

 

Per non toccarti dovevo intrecciare le dita

come i bambini facevano con le palme

disegnando piccoli origami

di bestie selvagge

 

Facevi il turno di notte Infermiera del firmamento

per curare ferite che avevo dimenticato

ingannevoli agli occhi

insostenibili al cuore

 

E come in una vecchia canzone

anche il tuo anello resterà sulla spiaggia

vicino ai resti di una lanterna cinese

e di un mio desiderio impossibile

 

Sono tornato a casa con in mano uno zeppelin

un capcake e il tuo atlante delle emozioni

con le note illeggibili e le parole cancellate

per farmi sorridere e perdere il cammino

 

Forse è così che devono sentirsi

i fiori mentre fioriscono

pieni di debolezza amore e violenza

pieni di una stupenda innocua disobbedienza

Mal d’Africa



Chi sa che viso avrà tra vent’anni la bambina

del gelato alla vaniglia alle porte del deserto?

O quello del Piccolo Principe dei pusher

che provava a vendermi dell’hashish

chiamandomi monsieur alle tre di notte?

Chi sa di chi si innamoreranno?

Cosa sogneranno stanchi la notte delle nozze?

O come chiameranno il loro primo figlio?

 

Il Re dei tassisti di Marrakech

sembrava un profeta o un assassino

parlava d’amore e di lupi scortandoci

in un sogno caldo con vene blu majorelle

Intanto la notte tra i vicoli spalancava

una guerra di mondi lontanissimi

intorno detriti e  solo un rumore si sputi

e passi che si avvicinano

 

Avevo trovato pagine della Bibbia strappate

tra le pagine delle poesie di Bob Dylan

mentre il Sahara dava il suo benvenuto

con una piccola inoffensiva tempesta di sabbia

Con la mia barba da Alì Baba

avrei proprio dovuto venire a rubarti

per portarti a fare due passi nel cuore del Nada

tra una Gauloises del mattino e una Maghreb sella sera

 

Ora Sto cucendo per te la mia bandiera bianca di ritagli

Sono pronto ad arrendermi e a lavare l’odio dagli occhi

Tornerò presto da te con in mano un regalo

questa poesia qualche moneta e tutto il mio mal d’Africa