V.18

 



Localizzazione algoritmica:
ci sono tre chilometri tra me e te,
una strada larga e luminosa,
i marciapiedi bianchi nelle notti d’estate.
Io ti sono a pochi centimetri dalla testa,
per esser vicina al tuo prematuro imbiancare:
io ti sono a mille anni di vita.

Inesorabilità cosmica:
c’è una rete fitta di cavi e schermi
tra me e te, e codici e
indirizzi DNS, proxy server e spunteblù
e nessuna chiave-accesso, nessuno ci collega.
Io ti sono a tre chilometri,
tre chilometri di filo telematico tra me e te,
è un’impervia via, manca d’energia
per trasformare la tua mancanza
nella mia.

Tram



Ricordo d’aver pensato,
guardando fuori dai vetri,
rivolta alle spalle delle verdi rotaie
-e gialle-, se avessi mai concordato
una data di riscatto, o un rimborso
(perlomeno)
per questo difetto di fabbrica
che mi porto dietro, sul treno,
che non ha ventennale garanzia,
se non quella più buffa: la mia.

Rammenta poi tu che
soffocati gli imbarazzi,
proprio tutto può appartenerci:
aspetto,
mi siedo nella tua sala vuota
inizio a contare
le cose che ci dividono:
le pareti, una manciata di metri,
gli anni soprattutto
e quest’arteria di ferro lungo la città
che mi rispedisce indietro
la difettosa partita
(con cui son partita).

Al parco con Majakovskij



Caro V. M.,
curiosa omonimìa
a me non è impazzita
l’anatomia:
quando sarò dottore
in cose da niente
saprò; il cuore è un
muscolo, è tutta qui
l’eterna questione:
allen(t)are resistenze.

8 settembre



Le radici sono rami
più timidi e paurosi;
potevamo fiorire
ci siamo solo
intrecciati al buio.