V.29

 

“Ira.”



In un rapido

Istante scorgo le

Bandiere,

rosse di sangue

e falsi ideali,

sorrette da demoni afflitti dalla neve,

Imbraccio il fucile,

rilasso il respiro.

Nella mia mente

Ritornano

La mia famiglia,

la mia amata,

frammenti di vita passata,

scalfita e danneggiata

da questa guerra bestiale,

quasi animale.

Ah, quanta civilta’ sprecata,

quante vite buttate!

Esistenze immolate alla

Patria,

ma subito gettate nell’Oblio,

e destinate

ad esser dimenticate.

 

“Accidia.”



Ora mi perseguiti

Anche nei sogni,

Musa?

Rapidi scorci

Di quel futuro

Che poteva esser nostro

Assillano la mia mente,

torturano il mio cuore,

gridano il tuo nome

e quello del

nostro malato

Malato, sì,

perché mi tolse

il respiro,

mi fece sanguinar gli occhi,

e quando il Fato

ruppe tra noi

il glaciale silenzio,

dalle campane

del mio cuore di morte

s’udirono i rintocchi,

cosa mi rimase,

se non un pacchetto di sigarette

ed una bottiglia

d’assenzio?

 

“Viola.”



“Ci nascondiamo
Dietro battute
E risate,
Ricordando serate
Magnifiche,
Decantando tutte
Quelle prodezze
Compiute
E mai dimenticate.
Ma dietro quel
Sorriso
Quasi forzato
Si rivela un
Affetto ben celato,
Puro e veritiero,
Forse l’ultima cosa
Che questo mondo
Abbia di vero.
A volte,
Con o senza bicchiere
Tra quelle risate scappa
Un “ti voglio bene”,
E allora,
Senza alcun bisogno di bere,
Un sorriso sul volto
Compare,
E dal cuore se ne van
Via tutte le pene,
Facendomi inaspettatamente
Volare.”



Ci crederesti?

Io ti penso ancora,

dopo tutto

quel terribile male che mi facesti.

Le mie notti

Sono ancora vessate

Da quel tuo maledetto viso,

spossate,

quasi stremate,

da quell’infingardo

sorriso.

Ma allora perché’

Io non guarisco

Da tutto ciò?

Perché ahimè,

il mio cuore non ha

mai smesso d’adorarti,

nemmeno un po’.

“Cuore”



Dal mio cuore

Un grido si desta

Forte,

inaspettato,

par reclamar

tutto quell’amore,

quell’affetto

che tu avevi promesso,

ma che non m’hai

dato.

Grida triste

Questo dannato cuore,

quasi affranto,

logorato da tutte quelle

solide promesse che tu

 mi facesti,

e che con un’innaturale

facilità hai infranto.

Ma allora,

mi domando,

perché mai questo sciocco

t’ha creduto,

t’ha aspettato?

Perché incautamente

T’ha amato,

e tanto.

 

”Russia”



Fredda angoscia

si leva

nel cielo vermiglio

di sangue e

ideali.

monumentali idee,

puerile fiducia

oh, tragico finale!

Non più balli e ricevimenti

feste e vita,

siamo condannati

ma felici.

”La Luce.”



la vita sfugge
nel bagliore di un lampo,
nel calore d’un sorriso,
nella passione d’un bacio.
siamo difettosi,
clessidre rovinate
destinate a perder tutta
la nostra gioia
come fosse sabbia
di un tempo lontano.



Amami,

Ti prego.

Baciami.

Riporta gioia

ai miei giorni.

Vita ai miei occhi.

Salute al mio corpo.

Energia alla mia mente.

E ti prego,

non staccarti mai,

perche’ di nuovo

la mia felicita’ morirebbe,

come una fragile orchidea

appassirebbe

nel crudele deserto

delle rimembranze.

“Occhi”



Io ti penso,

o amore,

quando la luna

cala sul mare,

quando in realtà,

forse,

ti dovrei odiare,

in quanto tu,

abbietta diva,

m’hai rubato la forza

d’amare.

Forza che ora è serbata

in quelle vitree e lucenti pupille,

dalle quali,

alcune volte,

della passione che fu

si notano ancora

delle flebili

scintille.

“Valzer”



“Sono solo.
E mentre vedo il mondo
Che mi circonda
invecchiare e cadere a pezzi,
Dentro di me in mio cuore freme di un entusiasmo mai visto,
Le mani tremano.
Era tutta la vita che aspettavo di danzare con la morte,
E in quell’istante, breve ed interminabile,
la musica cominciò.”