V.41

 



“E’ morta uccisa l’hanno sepolta!”

“Ma chi? Chi? Chi stai dicendo?”

“Una ragazza, è quella ragazza! E’ proprio quella! Guarda.”

“Ma come? Come!”

“Non si sa, non si sa, ma intanto è morta uccisa l’hanno sepolta!”

“Ma perchè, ma perchè?”

“Non preoccuparti è morta uccisa e l’hanno sepolta.”

“Ha sofferto? Ha sofferto?”

“Dicono forse, dicono si.”

“Ma perchè s’è lasciata uccidere perchè?”

“Non si sa, non si sa.”

Lavacro



C’era bisogno di un prato bruciato

per capire ciò che era accaduto

o me lo sono immaginato?

 

Oggi è un giorno per ripulire e lustrare

quel che sempre scompare.

 

Un lavacro dell’animo è bugia necessaria.

 



Inseguo i solchi

del nero seppia e blu distante d’inchiostri

la risposta che non vorrei sentire

la messa in scena da seguire.



E’ un silenzio grigio

mutevole,

e ti chiederai

come può mutare il silenzio?

 

Esiste solo un silenzio

ed è tale.

 

Ma c’è un silenzio grigio ti dico

ed ha un eco roseo

lontano.

 

Adesso si sta trascinando

il silenzio grigio

raccoglie detriti e polvere della strada fatta

e si trasforma in terra.

 

Poi una scintilla rossa che rotola e cade ed inciampa su se stessa

s’accorge del vento di pietra.

 

Il vento di pietra

che non vuol sentir dire di sciocchezze quotidiane.

 

 

Il fiume verde



Le aspettative sono come polvere.

 

Dovrei ascoltare di più

il sole rosso

e la luna blu

dicono: “Smettila di mischiare tutto!”

 

Forse solo il fiume verde sa

qual è la verità

e se la porta via.

Arresa al vespro



Ho comprato un libro verde

usato

 

Il cielo è di un viola sbiadito

 

C’è un fuoco vermiglio infondo

che osserva e va via

Sembra prenderti in giro

 

Forse ne sa solo più di te

delle coincidenze disfatte

 

 

 



Aspetti

l’accidentale perfetto

per quello che non hai mai detto

 

Il suono bianco

è l’unica cosa che pervade

 

Rimane

ed è sempre stato.

 

Quel che rimane



lame di pioggia

gelido vento

e

vuoto

dentro

 

un sottofondo di

mormorii

perversi

 

sconosciuti

 

 

 

dopo l’estate



Ascolta il grigio freddo

dell’asfalto

 

guarda

il verde vuoto

dell’Indifferenza

Artista



Caro Artista dai capelli nero foresta e fuliggine

si vede che ti parlano due voci.

 

Osservo come le ascolti, come le combatti.

 

Vivi sul ciglio del grigio,

si vede che ti è stato dato

un animo verde petrolio.

 

Caro Artista

erano belli i tuoi quadri appesi,

potevo parlarci.

 

Erano belli i tuoi quadri,

ma li hai tolti.

 

Luna



Luna

affiori

e tagli

con un perfetto segno debole

il blu asfalto

e le frastagliate

pozzanghere del cielo.

Una cornice di filo



Vestiti sospesi

del vuoto interiore

 

l’apparenza cucita addosso,

l’ago che trama

l’insidia dell’anima

 

una cornice di filo

per il colletto perfetto.

 

Ma la vita si sa,

ha grandi maniche nere

ed è un attimo scivolare

nel buio della notte.

 

 

Occhi come colline



Occhi come colline e monti alla sera

sono linee sinuose, scavate,

che piacere danno alla Luna!

 

Mentre l’indaco brucia la terra rossa del suolo

ardente dal sole picchiato al giorno…

 

Povera Luna!

 

Non ti rimane altro che illuminare di fuoco

il nero più viscerale e ipnotico

di occhi come colline.