V.43

 

Bianco



Sento, sul ciglio della strada

la vita, come vernice

scivolarmi addosso.

La sento, sulla pelle

passare veloce

e macchiare ciò che tocca.

Non mi oppongo

alla strada del colore.

Mi sento, trasportare

nella corrente dei pensieri

che lava, gli squarci

indelebili delle azioni e

Lo sento, battere

lento,

mutevole,

indomabile,

inevitabile.

Caro pensiero



Perchè mi segui sempre, pensiero?

Perchè ti sento costantemente alle mie spalle

Braccato come fossi la tua preda

Ma quando poi mi volto

Sei sempre un passo avanti a me?

Non hai di meglio da fare?

Non so, magari inseguire le nuvole.

Ti ostini a seguire un ragazzo che si è perso

Dentro di sé

Sta cercando una strada per non tornare.

Lascialo vagare, insomma.

Troverà sé stesso un giorno.

Correrà sennò per scappare

Dal pensiero del tuo pensiero,

Caro pensiero.

Correrà e sarà allora irraggiungibile

E non potrai fermarlo.



Voglio ascoltare

Il rumore della pioggia con te

Mentre ti sfiorano i miei baci

E ci scaldano le nostre carezze.

In un tempo infinito

Che scorre

In una lingua solo a noi nota

In modo che nessuno

Potrà mai trovarci.

E mentre la musica si alza

Sovrastando i nostri pensieri

I nostri baci diverranno feroci

Fino a strapparci via l’anima.

Strappami il cuore



Vieni qua

Prendimi il cuore

E mentre me lo strappi via dal petto

Guardami negli occhi

Così da lasciarmi scrutare quegli smeraldi

E rifletterci dentro le mie paure.

Prendimi il cuore

Ora che trema così forte

Affonda le tue unghie senza pietà

E portamelo via.

Via da me.

Tienitelo stretto

Lo sentirai battere anche quando tutto tace

Ed io, non avrò più paura.

Sparsi



Vorrei poter vivere senza mangiare

Nutrendomi di vita e sensazioni

Cibandomi di sguardi e di sorrisi

Inghiottendo aria e vento

Mandando giù solo sabbia e salsedine

Saziandomi di baci,

dei tuoi baci,

di cui tuttavia,

non sarei mai sazio.