Fatti carne, desio,

che io possa mordere

la tua pelle.

Che tu sia profumo

che entra da questa

finestra sul mondo

t’annusi

rabbioso

irato

impotente

in questa prigione

a rodermi il cranio

pazzo

lontano da luci

da visi

che non espanda il mio male

in attesa di siero

che mi riporti a Terra;

di nuovo bestiale

in un giro

letale

ciclo

infernale.