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adscentio

Sono salito al tempio di Fillide

Sulla collina piena di mandorli

Avevo male alle gambe e i piedi sanguinavano,

I polpacci erano dilaniati dalle rose e dai rovi di more

Ma era necessario per capire.

 

Fillide, a cosa è servito il tuo volto gonfio?

A chi ha giovato il tuo collo spezzato?

Non hai capito cos’era l’amore, non hai visto ciò che dovevi vedere.

Penzoli ancora dal mandorlo, come una mela marcia

Senza nemmeno la forza di cadere.