ALEKOS

Un sigaro e una tazza di caffè ardono la mia gola tremante,

La bocca dello stomaco, invece, la divora la Rivoluzione.

Tutto è pronto, tutto è fatto, il marchingegno costruito,

La vettura sferraglia davanti al mio aranceto nella casa di Glyfada,

Procede più cautamente di quanto volerà per i crepacci di Creta,

Quando sarò già morto.

Ecco allora che la mia morte avviene, non indosso altro che un costume da bagno.

È un millesimo di un centesimo di secondo a decretare il mio eterno fallimento, muoio.

ZÌ ZÌ ZÌ!

La folla puttana vomita sul mio cadavere la tremenda menzogna, la mia sposa procede lenta.

ZÌ ZÌ ZÌ!

Bastardi, bastardi, sono stanco. Ora lasciatemi dormire.

Alekos muore per la libertà, la fronte alta come un Dio.