Fronde

Ieri il paradiso mi ha dato uno schiaffo.

Stufo del mio circondarmi di bellezza

È sceso sulle mie illusioni

Come un coltello incandescente dentro il burro.

 

Il lastricato dove camminavo è apparso sporco,

Così sporco che avevo voglia di vomitare.

Rimbombavano dentro le mie orecchie scritture

grossolane, nelle armonie che credevo perfette

 

E ho capito com’è brutto lo stormire delle fronde

Degli alberi, convulsioni epilettiche di esseri

Inanimati, una sgraziata lotta sconnessa

Per un po’ di vento, un po’ d’acqua, un po’ di sole.