Dea-amicitia

Mi domando perché continuo

a processare l’esistenza. Ipotizzo

sulle radici del cielo,

sulle fauci di nodi salmastri,

sulla verità dei suoi sorrisi.

Come oceani, scolpiti nel vento nero

che tira sui nostri anni assiderati,

i miei dubbi non vi hanno mai annegato.

Perché di Voi

arpeggia la presenza che

assorda ogni silenzio. Di noi

respira ancora quell’aria che intona

canzonette azzurre alla luce dei ciliegi.

Scendiamo scale diatoniche,

in città nomadi,

intoniamo solitarie i motivi,

le risate eterne

del nostro melodramma.

Ricordando i ricordi,

ci penso insieme

e sospiro l’eco di un sogno.