Il cielo sta sanguinando
e i fiocchi scendono a fiotti.

Rimbalza ogni tanto qualche eco,
come un telefono senza fili tra i chicchi che cadono.

La neve.
La tua pelle di latte.
E i tuoi occhi freddi che mi finiscono addosso
che si ghiacciano sul mio viso
all’istante.

Questa schiuma densa copre tutto,
anche i giorni.
Le luci di casa potrebbero essere ovunque,
e io sono troppo immobile per muovermi
in questo fango bianco.

La gente ride lontana.
Dio! Le voci! Le urla nere!
Ma non vedo nessuno!
Dove siete tutti?

Nevica,
e per la prima volta muoio
perché non riesco più a trovarti
in questa stanza enorme,
bianca come te.