Non credo tu abbia idea
della distanza che separa due essere umani,
che è forse più marcata,
di un chilometraggio azzardato sull’atlante De Agostini del ’63.

Mi sono accorto che i tuoi occhi
guardano oltre il mio viso,
in un punto imprecisato di una dimensione x qualsiasi,
tra le tante in cui ti è dato navigare.

Io invece sono ancora di fronte a te,
e giuro che l’unica fine del mio mondo conosciuto
sono le Bocche di Bonifacio nei tuoi occhi,
e le Colonne d’Ercole delle tue gambe.