Attimi

Nella mia essenza di martire
ho interrogato
lo specchio dei giorni
con cruda arguzia,
scolpito
dai tuoi soli raminghi
abbandono
i presidi della vecchia memoria,
venti notturni,
estasi inquiete,
inverni fetali.

Mi sono lasciato morire
e nel muto silenzio
a te mi avvolgo.