Insonnia #1

In quel lunedì di Giugno così spoglio
il mio mare
era nel refolo capzioso di sigaretta

Avvolta dalla notte
come asfissiante coperta
irretita dal silenzio più pesante

Greve, l’aria greve qual tange
incavature obliate
di fisicità nascenti

E tu, tra i tuoi riccioli
dormi beato
Io in cucina, a mordermi a sangue
le ferite
a giustificare il sadismo
sussurrandomi l’insufficienza
dei nuclei unitari

Compulsiva irrequietezza del possibile,
cronicamente insoddisfatta,
eppure -sembra quasi di sentire la salsedine-
ricorda i confini definiti del mare:
così chiari
così puri.