IV.

Medito.

Penso ad un giorno non troppo lontano,
quando lontani saranno i nostri atomi.

Noi no.
Non lo saremo, uniti da un’essenza sottile,
collante insolubile di sguardi e di sospiri,
incosciente del quando e del dove.

Mai ti ho bramata a tal punto,
mai l’animo così timoroso.

Ti vedo.

Lì, corpo inerme sul pavimento,
erto solo all’apparenza.
Il riflesso dei lunghi capelli
stride con quello grigio dell’iride
ormai mesta e sofferta,
unica vita l’anima cristallina che lenta ne discende.

Sarà come lasciarsi e poi riunirsi.
Lo scarlatto della tua guancia,
unico testimone.