XXVII.

Fratello dove sei?
L’abbiamo visto. Abbiamo riso.
Incosci del fatto che, quel titolo,
avrebbe dipinto i giorni a venire.

Le ruote sono diventate quattro,
la sella adesso è vuota,
al mio fianco non riconosco più
la tua faccia.

Le partite, adesso, le faccio in solitaria,
salvandole nella memoria breve,
per non cancellare le nostre,
retroscena perfetto di numerose riflessioni.

È bastata una nota, una soltanto,
di un gruppo di scimmie,
a far riaffiorare tutto,
a far uscire una lacrima
che s’incanala nel solco di un sorriso.