XXXII.

Mostrami in quale, tra i gorghi dei tuoi capelli,
si cela l’essenza tua piĆ¹ profonda.
Svelami le corde che congelano
i tuoi impeti e che sedano
i tuoi istinti.
Stringimi le braccia attorno al collo,
non mollare la presa, non lasciarmi andare.

E’ meramente esteriore la tua debolezza,
schiava di una convinzione che ti prostra
e ti sfregia le guance.
Dio, le tue guance,
bracieri rossastri,
su una distesa di perle.