XXXVI.

È dimenticando
cosa volesse dire
sorreggere il tuo sguardo
che sono caduto
nello scivolo dell’apatia.
Mai più d’ora ho desiderato
esser nell’oblio, come sono.
Coperto di incertezza,
pericolante, pieno di vita,
ti rifarò mia,
inchinandomi
alle parole dei tuoi occhi.