Arte?

seppur sepolto

il cadavere scheletrico dell’arte

ancora scuote i nervi

affiora, di tanto in tanto,

tra le zolle d’acqua di fango

che un tempo

furono sorgenti di cristallo

che si gettavano verso un fondale luminoso

più della stessa superficie, raggiunta dai raggi.

Io lo prego di soffocarsi

ma lui non si arrende

intrepido, guerriero immortale

la cui sola tomba possibile

è una prigione senza fuga

- se esiste -

e la sua tomba

è una sicura resurrezione

che sputa sui corpi dei cimiteri

preda dell’illusione pazza

di un posto nell’eterno

quando ogni nuova novità

non è che un avvoltoio miserabile

che nell’eterno

spiegherà le ali

seppur sepolto