Flussi #2 – La vita non ha un titolo

(…)

 

Curiosamente tremando per inaspettato inverno

grigio umido padre di brividi, tu caldo calore

ancora non toccato m’illudi o m’illudo e basta del fiorire

sperato delle malvagie prassi passate.

 

Io non salvo me, tu (un tu qualsiasi) potresti

ma prima io dovrei quindi non puoi come me

sei come me.

Il mio essere insalvabile c’accomuna.

 

E la comunione infetta di tal morbo illustra facilmente

una distanza mai diminuendo io poi pesante o superficiale,

ondeggiante tra acqua e acqua con gola secca mani crepate.

 

Cala pioggia come falci,

decapita la primavera

 

 

curiosamente non salvo tranquillo che inverno è disperazione e vive la poesia

chissà se ha un valore o un sapore

o sono io

che mi allontano da tu (un tu qualsiasi) che salvi,

io salvezza non voglio:

dovrei tirar fuori di tasca l’orrore

 

(…)