Dottore,

non riesco a dormire.

Arrivo sempre allo stesso punto.

Dottore,

io ecco,

ho letto un libro.

E in quel libro dicevano che

l’insonnia era solo un pretesto,

che se avessi trovato

la vera ragione,

il motivo,

sarei riuscita a dormire sogni reali,

dottore.

Arrivo sempre allo stesso punto.

 

Sono sdraiata sul mio lettino standard,

con il mio piumone comprato da Ikea

per lettino standard

e penso, penso a te.

Dottore,

io cerco di smettere,

davvero giuro.

Io ci provo,

le provo tutte.

Dalle pecorelle infinite,

alle lunghe stanze bianche,

al principe, fanculo, azzurro,

alle capre della fattoria, ia

ia, ia oh.

Tutte. Tutte.

Arrivo sempre allo stesso punto.

Dottore,

mi dia qualcosa.

Anche le pilloline blu vanno bene,

o quelle con nomi del Congo.

 

Dice forse, che dovrei fare più moto?

Ho provato anche quello sa?

Faccio un sacco di scale.

Ma,

arrivo sempre allo stesso punto, linea, segmento e

chi più ne ha più ne metta,

penso a te,

a te,

a te.