Mi dicesti:

‘’Non colpirti il petto,

sei il mio angolo di voce.’’

‘’Quando prendesti vita dentro me,

non mi sentii mai così vera.’’,

mi dicesti.

 

Madre di animo francese,

inghiotti pillole di edera depressiva.

Madre di saliva mielata,

nacqui dieci minuti prima di te,

il tre marzo 1996,

e avresti tempestivamente urgenza

di una mela.

Mi narrasti della grossolanità degli operatori sanitari,

delle lenzuola sapor pattume e

del nervosismo morboso di tuo padre,

urlante da muratore girovago.

E la radice mattutina,

sono io.

Vorresti morire solitamente,

come tutte.

 

Non avrai più bisogno dei guanti,

adesso.