FAQ

 

Perché agite nell’anonimato?

La scelta dell’anonimato, oltre che per ovvie questioni legali, è motivata dalla volontà di mettere in primo piano la Poesia piuttosto che i suoi componitori; ciò che facciamo non è una pubblicità a noi stessi in quanto singoli scrittori di poesie ed è quindi giusto che i nostri nomi vengano meno, almeno in questa fase. Ciò non significa che riteniamo che un testo poetico debba essere svincolato dal suo autore, niente affatto; crediamo però che prima di apprezzare “la poesia di” sia necessario tornare a rispettare “la poesia punto”. La ragione per la quale è stata preferita una lettera con numero seriale a qualsiasi altra soluzione va in questa direzione, il fine è quello di spersonalizzare al massimo l’autore (pur non elidendolo) affinché risulti quantomeno arduo affezionarsi a un singolo poeta prima ancora che accostarsi agli intenti del Movimento.


Per quale ragione, nella scrittura, non seguite un comune indirizzo contenutistico o metodologico?

E’ stato scelto di non porre alcun vincolo stilistico o tematico agli autori che fanno parte del Movimento. Questa decisione nasce non solo dalla volontà di impedire ogni qualsivoglia incasellamento degli scritti del Movimento all’interno di una scuola (il Movimento per l’Emancipazione della Poesia non è una corrente artistica), ma anche perché crediamo che la scelta migliore sia quella di lasciar decidere al lettore se (continuare a) leggere e cosa leggere, e questa libertà sarebbe impossibile se ponessimo limiti di sorta. Se forti e numerose affinità si possono apprezzare fra alcuni autori, non si tratta altro che di un caso (o di un insieme di congiunture), e tutt’al più ci si potrebbe domandare perché, oggi, molti scrittori di poesie sentano il bisogno di comporre in un certo modo e di trattare certi argomenti; ma questa analisi non spetta a noi.


Cosa avete materialmente fatto fino ad ora?

Svariate sono le azioni concrete nelle quali si cimenta il Movimento per l’Emancipazione della Poesia. Fra esse la privilegiata è l’attacchinaggio di poesie sui muri delle città, in centro e nelle periferie, facendo attenzione a non affiggere i nostri fogli su opere d’arte o monumenti, per i quali nutriamo il massimo rispetto. All’attacchinaggio si aggiunge il volantinaggio, la diffusione di poesie in rete sfruttando i principali canali di divulgazione informatica, l’effettuazione di interviste e dichiarazioni per programmi televisivi e radiofonici, la realizzazione di articoli per testate giornalistiche, la pubblicazione di poesie su riviste, la registrazione di letture e la diffusione di queste su internet e per radio, la collaborazione con compagnie teatrali, con musicisti, con disegnatori e street-artist, l’esposizione dei nostri testi in posti che ci offrono uno spazio, l’inserimento clandestino di poesie nei libri in vendita nelle principali librerie e in prestito nelle biblioteche, eccetera.
In generale, intendiamo raggiungere lo scopo prefissatoci sfruttando ogni canale ritenuto perseguibile.


Perché diffondete poesie vostre invece che quelle dei grandi nomi?

Ci siamo domandati, all’inizio, se fosse la scelta giusta quella di proporre poesie contemporanee, scritte da noi, piuttosto che testi di autori ormai consacrati dalla tradizione. Ebbene, la poesia non si legge più, questo è stato più volte affermato, ma sarebbe più giusto dire che quel poco di poesia che ancora oggi si legge è la poesia dei grandi nomi. E questo non perché si sia smesso di scriverla, ma perché ormai limitatissimi sono i canali attraverso i quali è ancora possibile diffonderla.
Siccome i poeti ancora oggi ci sono, sarebbe tanto assurdo quanto deleterio proporre poesie di autori classici (ossia degli unici che si ha ancora modo di leggere, con un po’ di buona volontà), proprio perché significherebbe che è radicata anche dentro noi l’idea che sia giusto il nascondimento al quale è stata costretta la poesia da più di mezzo secolo, almeno nel nostro Paese.


Perché il Movimento non commenta/recensisce le opere che vengono inviate?

Il MEP non è un’entità unica né tantomeno un’istituzione qualificata per recensire o rilasciare commenti su poesie e altre composizioni letterarie. Il MEP è un movimento fatto di persone, uniche nella loro individualità e indipendenti l’una dall’altra nel pensiero. E’ possibile che un autore risponda, se vuole, ma mai il MEP all’unisono. Ogni autore è libero di rispondere all’invio di componimenti ma non è obbligato a farlo perché, non trattandosi di un movimento di critici letterari, subentra la regola del “domandare è lecito, rispondere è cortesia”. Detto ciò, tutti sono comunque invitati a mandare le loro opere, perché noi siamo felici di leggerle, ma non chiedeteci nulla in cambio – noi non lo facciamo.


Perché siete un movimento e non un semplice gruppo o un’associazione?

Certe nostre azioni (fra cui l’attacchinaggio privo di permessi) sono esplicitamente vietate dalla legge, cosicché costituirci come associazione sarebbe tanto impossibile quanto paradossale da parte nostra.
Ci definiamo “movimento” per sottintendere che non siamo un fine, bensì un mezzo. La nostra aspirazione ultima è quella di vivere in un “luogo” in cui non ci sia bisogno di un movimento come il nostro. Volendo portare questa idea di dinamicità e transitorietà anche nel nome, è stato preferito “movimento” a qualsiasi altra scelta.