Deja-vu

Ospiti negli angoli e nelle mura
Occhi che puntano da un sogno, un’apertura
Una breccia da sfruttare nella misura
Di un deja vu.
La casa infestata mi guarda con occhi gonfi
Non risponderei che silenzio, accompagnato
da cuore veloce e vuoto, e sordi tonfi.
Dagli angoli più scuri del soffitto, sussurri e sospiri
Sento cantare un cuore afflitto
Accompagnato dai tamburi di un remoto ieri.
Cosa ho sognato, e tu dov’eri? La casa è di pietra, o di
semplici pensieri? Non ho risposte per tutti gli altri
Ma andarmene no, non voglio,
Nel buio pesto, inchiostro, solo fra gli sguardi
starò per sempre qui, con loro, ad aspettarti.