Se ti guardo

Voglio. Ti giuro voglio.

Svanire con te

qualche volta

così piano da sbagliar direzione del contatto

perché lievi spostiamo

le masse di vento.

Ti voglio così tanto da soffrire, proprio perché ti ho

e non oso tenerti, perché non so tenerti.

Gelida all’idea sola di stringerti piano

di afferrarti quelle ruvide mani.

Potrei sopravvivere nell’eterno

senza più

parlarti.

Vivo e covo gioia dentro me anche se tu non ci sei.

Ma ancora più in là, laddove nessuno e nemmeno tu

hai saputo vedere, mi arrovello per ciò che francamente non comprendo.

Esercita su me il suo magnetismo dirompente.

Eri affascinante come potenza inespressa, come possibilità dischiusa,

ora un solco frapposto

fra i nostri fianchi nudi

dirime le macchie di influenza reciproca

anomalie di sintagmi troncati.

C’è un buco al centro di questa laconica convergenza

dove le aspettazioni radiose

e un passato di complici tenerezze

scivolano.