Voglio percorrere le
tue dune di grafite.
Esplorarle
esultato da banchetti di sudditi fedeli
come ricchi Maharaja
in lune di nozze.

Assecondare i desideri
spumanti
delle tue vene
e rispondono e ribollono
di sangue
ancora e ancora piĆ¹ denso.

E ancora
purpaceo torrente
devo
annasparci la mia anima e
tingerla
di viola rinascimentale.

Pianta olivastra
tu sei olio e corpo dei miei pasti
per te io muoio, io muoio.
E mille e mille volte
muoio, senza cibo, senza acqua
tu sfami e tu disseti.

Concediti;
che sia io l’aratro del tuo petto
ampia pianura.
Due folte colline di melograni
ne sbilanciano lo spazio
sosta meritata.

L’Eden maturo non
ferma il pellegrino
e prosegue il suo viaggio
e scivola
come indici bagnati
verso impaziente sud.

Qui
ci incontriamo e scontriamo
furioso rosso, sopravvivi!
Dolce guerriera, dolce
tu accogli il mio ferro col tuo scudo
e spezzi le mie convinzioni.

Non ho mai amato tanto la guerra.