Abbiamo perso il conto dei baci che ci dobbiamo

Le sere, quelle più grigie, contiamo le stelle che non ci sono.
e in inverno
sull’erba morta, siamo muti e sdraiati ad un sole che non riscalda.

Abbiamo diverse chiavi per diverse porte di diverse case

Le tue mani, quando le trovo, hanno rughe differenti
di altra vita. Di aver stretto altre spalle, sanno di altri fiori colti.
Di altra terra
diversa dalla mia.

Aspetta che sia freddo
che l’alba smetta di sorriderti.
Che la danza dei tuoi incubi diventi il tuo mero camminare.

Mi stai perdendo di nuovo
e di nuovo sei faccia a terra sul pavimento, di nuovo è quella terribile notte.

Urli a cascate, ci provi, ma non esce che fumo dalla tua bocca.
Fumo che nemmeno più aspiro.