Il Re si annoia

Il Re si annoia

Il Re si annoia
nel suo trono d’oro e pietre
affonda il grasso capo
nelle sudice mani
da giudice
quelle mani senza indici
ingrassate sotto i colpi
della lussuria.
Circondato da puttane
vecchie e laide,
per cui ogni uomo
provvisto di tasca
pesante รจ principe.
L’apatia circonda il regno.
Il popolo ha solo
medi davanti al balcone;
” bestie da tasse” pensa il Re
mentre la sua testa di tomba
affoga fra i fluidi del Lete
e le battute dell’ebete
giullare di corte
[infelice e raggrinzito]
sono luride paludi di parole
masticate e avariate dalle carie
come quelle di chi vende versi
per l’illusioria gloria di un momento.
Il Re prima non si annoiava;
prima un Poeta si era opposto
e come per gioco
l’hanno mutato
in un quadro di corde
dei boia,
perfetto tramonto
di un regno grottesco
disgustoso e ricco.