Grullo!

Il mio cuore gronda colla
che a grappoli s’aggruma
e ingrato al gregge grida
- vi ringrazio, ma non m’aggrada. -

- Gracchiare d’ogni agra cosa
o quella gracile ingrandire – dice
- mi grava come grandine sul grano,
come un gracidio sul greto gremito. -

- Gratto le grigie grate delle mie prigioni:
un grottesco groviglio di graffi.
“Grullo!” dite voi, io dico “grazia!”
poiché di aggressività sono parco, non di grinta. -

- Al tuo grembo, adorno di gramigna,
pellegrino migro e lì segregato sgretolo
ogni segreto, ogni lagrima. – Tace.
Grullo sì, magro, pigro forse, ma grande.